La valutazione e la gestione del rischio di credito sono problematiche di fondamentale importanza in qualunque tipologia di intermediario finanziario. Negli intermediari creditizi – come già esprime la loro stessa denominazione – si tratta poi dell’area gestionale più critica e più strettamente connessa all’operatività caratteristica dell’impresa. I confidi non sfuggono a questa regola generale, pur essendo specializzati nell’erogazione di prestiti di firma anziché per cassa. Proprio per questo abbiamo deciso di dedicare uno specifico capitolo dell’analisi a questa area tematica, cercando di esaminare come venga affrontato e gestito il rischio di credito nel mondo della garanzia mutualistica. La fonte dei dati, in questo caso, è prevalentemente rappresentata dal questionario, dal momento che le informazioni fornite nei bilanci e nelle relazioni sulla gestione sono in materia quanto mai limitate, lacunose e disomogenee. Nella lettura dei risultati bisognerà quindi tenere conto del fatto che essi sono basati sull’analisi di un campione di confidi, caratterizzato – come già ricordato nel capitolo 1 – da una dimensione media superiore rispetto a quella dell’universo di appartenenza. Nelle pagine che seguono l’esame dell’area credit risk management è articolato su quattro principali filoni logici. Innanzitutto esaminiamo le modalità organizzative dell’istruttoria fidi, ovvero del processo organizzativo volto a determinare se la garanzia mutualistica possa essere concessa o debba invece essere negata. Nell’esame di questo aspetto prestiamo particolare attenzione ai rapporti fra confidi e banche, cercando di capire se e in quale misura vi sia collaborazione e scambio di informazioni fra i due attori, portando a una riduzione dei costi e dei tempi complessivi della procedura di affidamento. In secondo luogo esaminiamo la diffusione e le caratteristiche dei sistemi di rating interno. In particolare, l’attenzione è rivolta a comprendere quali tipologie di confidi abbiano adottato sistemi di classificazione della rischiosità creditizia delle imprese garantite, su quali criteri sia basata tale classificazione e quale sia la frequenza di revisione dei giudizi. Assumendo che i confidi dotati di un sistema di rating interno siano quelli più complessi ed evoluti dal punto di vista gestionale, cerchiamo inoltre di valutare se tale complessità si accompagni a caratteristiche reddituali e/o patrimoniali migliori della media del campione. L’attenzione viene poi spostata sul problema della mitigazione del rischio di credito attraverso l’utilizzo di controgaranzie. In particolare, l’analisi mira a focalizzare quali tipologie di confidi utilizzino più intensamente lo strumento della controgaranzia per alleggerire la propria esposizione, a quali controgaranti si ricorra più frequentemente e quale sia l’incidenza della controgaranzia sul monte garanzie in essere. Infine, analizziamo l’area della patologia creditizia, esaminando quali siano le modalità e la tempistica di intervento del confidi al verificarsi dell’insolvenza di un’impresa garantita.

Sistemi di gestione del rischio di credito

DE VINCENTIIS, Paola
2010-01-01

Abstract

La valutazione e la gestione del rischio di credito sono problematiche di fondamentale importanza in qualunque tipologia di intermediario finanziario. Negli intermediari creditizi – come già esprime la loro stessa denominazione – si tratta poi dell’area gestionale più critica e più strettamente connessa all’operatività caratteristica dell’impresa. I confidi non sfuggono a questa regola generale, pur essendo specializzati nell’erogazione di prestiti di firma anziché per cassa. Proprio per questo abbiamo deciso di dedicare uno specifico capitolo dell’analisi a questa area tematica, cercando di esaminare come venga affrontato e gestito il rischio di credito nel mondo della garanzia mutualistica. La fonte dei dati, in questo caso, è prevalentemente rappresentata dal questionario, dal momento che le informazioni fornite nei bilanci e nelle relazioni sulla gestione sono in materia quanto mai limitate, lacunose e disomogenee. Nella lettura dei risultati bisognerà quindi tenere conto del fatto che essi sono basati sull’analisi di un campione di confidi, caratterizzato – come già ricordato nel capitolo 1 – da una dimensione media superiore rispetto a quella dell’universo di appartenenza. Nelle pagine che seguono l’esame dell’area credit risk management è articolato su quattro principali filoni logici. Innanzitutto esaminiamo le modalità organizzative dell’istruttoria fidi, ovvero del processo organizzativo volto a determinare se la garanzia mutualistica possa essere concessa o debba invece essere negata. Nell’esame di questo aspetto prestiamo particolare attenzione ai rapporti fra confidi e banche, cercando di capire se e in quale misura vi sia collaborazione e scambio di informazioni fra i due attori, portando a una riduzione dei costi e dei tempi complessivi della procedura di affidamento. In secondo luogo esaminiamo la diffusione e le caratteristiche dei sistemi di rating interno. In particolare, l’attenzione è rivolta a comprendere quali tipologie di confidi abbiano adottato sistemi di classificazione della rischiosità creditizia delle imprese garantite, su quali criteri sia basata tale classificazione e quale sia la frequenza di revisione dei giudizi. Assumendo che i confidi dotati di un sistema di rating interno siano quelli più complessi ed evoluti dal punto di vista gestionale, cerchiamo inoltre di valutare se tale complessità si accompagni a caratteristiche reddituali e/o patrimoniali migliori della media del campione. L’attenzione viene poi spostata sul problema della mitigazione del rischio di credito attraverso l’utilizzo di controgaranzie. In particolare, l’analisi mira a focalizzare quali tipologie di confidi utilizzino più intensamente lo strumento della controgaranzia per alleggerire la propria esposizione, a quali controgaranti si ricorra più frequentemente e quale sia l’incidenza della controgaranzia sul monte garanzie in essere. Infine, analizziamo l’area della patologia creditizia, esaminando quali siano le modalità e la tempistica di intervento del confidi al verificarsi dell’insolvenza di un’impresa garantita.
2010
Il sistema dei confidi in Italia. Strategie e tendenze evolutive
Bancaria Editrice
112
197
216
9788844908478
confidi; risk management; accesso al credito
Paola De Vincentiis
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