I codici purpurei sono tra le realizzazioni librarie più importanti e prestigiose dell’epoca tardoantica e medievale. Si tratta di testi delle Sacre Scritture scritti con inchiostro dorato o argentato su pergamena tinta in colore porpora. Secondo tradizione, il colore della pergamena era ottenuto immergendo il foglio in un bagno di tintura contenente la celeberrima porpora di Tiro.Dal punto di vista materiale, tuttavia, ben poco si sa delle sostanze realmente impiegate nella manifattura di questi manoscritti. Le informazioni di cui si dispone attualmente sono limitate alla trattatistica con poche evidenze diagnostiche, che peraltro non hanno confermato in alcun caso la presenza della porpora di Tiro. È evidente quindi la necessità di disporre di informazioni più numerose ed esaurienti per verificare ciò che ci proviene esclusivamente dalla tradizione letteraria. Nel presente studio sono illustrati risultati preliminari provenienti da indagini non invasive su codici purpurei del VI secolo: il Vienna Genesis (Vienna, Österreichische Nationalbibliothek), l’Evangeliario di Sarezzano (Tortona, Archivio Diocesano) e il Codice di Brescia (Brescia, Biblioteca Queriniana). Le analisi sono state effettuate mediante spettrometria XRF e spettrofotometria FORS e suggeriscono l’ipotesi che l’impiego della porpora di Tiro fosse parziale, ovvero in miscela con altri coloranti, tra cui il tornasole. I risultati andranno confrontati con altri codici coevi che saranno analizzati nel seguito del progetto.

I codici purpurei: dal mito alla scienza. Analisi non invasive preliminari su tre codici.

AGOSTINO, Angelo;FENOGLIO, GAIA;CRIVELLO, Fabrizio;
2012-01-01

Abstract

I codici purpurei sono tra le realizzazioni librarie più importanti e prestigiose dell’epoca tardoantica e medievale. Si tratta di testi delle Sacre Scritture scritti con inchiostro dorato o argentato su pergamena tinta in colore porpora. Secondo tradizione, il colore della pergamena era ottenuto immergendo il foglio in un bagno di tintura contenente la celeberrima porpora di Tiro.Dal punto di vista materiale, tuttavia, ben poco si sa delle sostanze realmente impiegate nella manifattura di questi manoscritti. Le informazioni di cui si dispone attualmente sono limitate alla trattatistica con poche evidenze diagnostiche, che peraltro non hanno confermato in alcun caso la presenza della porpora di Tiro. È evidente quindi la necessità di disporre di informazioni più numerose ed esaurienti per verificare ciò che ci proviene esclusivamente dalla tradizione letteraria. Nel presente studio sono illustrati risultati preliminari provenienti da indagini non invasive su codici purpurei del VI secolo: il Vienna Genesis (Vienna, Österreichische Nationalbibliothek), l’Evangeliario di Sarezzano (Tortona, Archivio Diocesano) e il Codice di Brescia (Brescia, Biblioteca Queriniana). Le analisi sono state effettuate mediante spettrometria XRF e spettrofotometria FORS e suggeriscono l’ipotesi che l’impiego della porpora di Tiro fosse parziale, ovvero in miscela con altri coloranti, tra cui il tornasole. I risultati andranno confrontati con altri codici coevi che saranno analizzati nel seguito del progetto.
2012
AIAR 2012, VII Congresso Nazionale di Archeometria
Modena
22-24 Febbraio 2012
Atti del VII Convegno Nazionale di Archeometria
Patron Editore
771
781
tecniche non invasive; tornasole; Raman microscopy; codici purpurei
M. Aceto; A. Agostino; G. Fenoglio; F. Crivello; P. Baraldi
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