Il filo conduttore che unisce i temi affrontati in questo volume consiste nel tentativo di individuare alcuni aspetti del sistema di rappresentazioni attraverso il quale, nelle culture native americane delle Pianure, si articola e definisce la peculiarità specifica dell’umanità rispetto all’animalità. Inevitabilmente, parlare della percezione, del simbolismo, del significato dell’animale, implica il concentrare l’attenzione sull’uomo, su quelle caratteristiche e qualità che ne fanno qualcosa di specifico e distinto dalle altre forme di vita. Tuttavia, proprio questa distinzione risulta tutt’altro che scontata e auto-evidente: in realtà, ciascuna cultura elabora una sua propria immagine di umanità, traccia il confine che separa l’uomo dall’animale in modo diverso, con modalità particolari e con implicazioni a volte imprevedibili. Il simbolo animale sembra essere soprattutto una sorta di specchio che rimanda un’immagine parziale e singolare di alcuni aspetti dell’esistenza umana: il lupo corrisponde alle particolari caratteristiche dell’attività guerriera, il bisonte riflette le qualità femminili e di fecondità, l’orso rappresenta l’animale sciamanico per eccellenza. Tuttavia, queste immagini non sono soltanto delle rappresentazioni analogiche di caratteristiche umane o di componenti della società indigena. Ben lungi dall’essere domini completamente distinti e autonomi, umanità e animalità sembrano piuttosto rappresentare due modalità di manifestazione di uno stesso principio vitale. Nel pensiero amerindiano, l’uomo non soltanto è “simile” in determinate circostanze o per certe funzioni a una qualche specie animale, ma egli è in una certa misura uomo e animale insieme. Determinate attività o situazioni richiedono che l’uomo disponga di particolari qualità, di doti e caratteristiche che solo certi animali possiedono in misura adeguata. Per impossessarsi di queste qualità, per ottenere un potere aggiuntivo, egli deve essere in grado di trasformarsi in animale. La nozione di metamorfosi gioca pertanto un ruolo costante e determinante, non soltanto nei miti, ma anche nelle più diverse occasioni della vita quotidiana: a caccia, in guerra, nel manifestarsi della femminilità o nella cura delle malattie.

Il cerchio della vita: uomini e animali nell'universo simbolico degli Indiani delle Pianure.

COMBA, Enrico
2005

Abstract

Il filo conduttore che unisce i temi affrontati in questo volume consiste nel tentativo di individuare alcuni aspetti del sistema di rappresentazioni attraverso il quale, nelle culture native americane delle Pianure, si articola e definisce la peculiarità specifica dell’umanità rispetto all’animalità. Inevitabilmente, parlare della percezione, del simbolismo, del significato dell’animale, implica il concentrare l’attenzione sull’uomo, su quelle caratteristiche e qualità che ne fanno qualcosa di specifico e distinto dalle altre forme di vita. Tuttavia, proprio questa distinzione risulta tutt’altro che scontata e auto-evidente: in realtà, ciascuna cultura elabora una sua propria immagine di umanità, traccia il confine che separa l’uomo dall’animale in modo diverso, con modalità particolari e con implicazioni a volte imprevedibili. Il simbolo animale sembra essere soprattutto una sorta di specchio che rimanda un’immagine parziale e singolare di alcuni aspetti dell’esistenza umana: il lupo corrisponde alle particolari caratteristiche dell’attività guerriera, il bisonte riflette le qualità femminili e di fecondità, l’orso rappresenta l’animale sciamanico per eccellenza. Tuttavia, queste immagini non sono soltanto delle rappresentazioni analogiche di caratteristiche umane o di componenti della società indigena. Ben lungi dall’essere domini completamente distinti e autonomi, umanità e animalità sembrano piuttosto rappresentare due modalità di manifestazione di uno stesso principio vitale. Nel pensiero amerindiano, l’uomo non soltanto è “simile” in determinate circostanze o per certe funzioni a una qualche specie animale, ma egli è in una certa misura uomo e animale insieme. Determinate attività o situazioni richiedono che l’uomo disponga di particolari qualità, di doti e caratteristiche che solo certi animali possiedono in misura adeguata. Per impossessarsi di queste qualità, per ottenere un potere aggiuntivo, egli deve essere in grado di trasformarsi in animale. La nozione di metamorfosi gioca pertanto un ruolo costante e determinante, non soltanto nei miti, ma anche nelle più diverse occasioni della vita quotidiana: a caccia, in guerra, nel manifestarsi della femminilità o nella cura delle malattie.
Il Segnalibro- II edizione
1
261
9788889617342
Indiani d'America; Simbolismo; Cosmologia; Animali
Enrico Comba
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