Attualmente i boschi cedui di faggio (Fagus sylvatica L.) nella Regione Piemonte coprono circa 100.000 ettari (90% delle formazioni di faggio). Questi popolamenti spesso risultano aver oltrepassato i turni consuetudinari con la conseguenza che anche gli assortimenti legnosi ottenibili non siano più quelli prodotti in passato. Il presente lavoro ha avuto come obiettivo quello di mettere a punto una metodologia per determinarne la produzione ritraibile in termini di legname da opera. Si sono individuate 20 zone distribuite sul territorio piemontese nelle quali si è proceduto ai rilievi dendrometrici ordinari. In due popolamenti si è eseguita un’analisi di dettaglio della qualità dei fusti. Dopo una prima valutazione, durante la quale sono state individuate le piante con difetti tali da non poterne consentire la lavorabilità, si è proceduto alla misurazione di quelle ritenute di «qualità». Dall’elaborazione dei dati e sulla base della classificazione commerciale degli assortimenti si è pervenuti alla definizione della produzione in assortimenti. La metodologia sperimentata mira alla valorizzazione della produzione, in quanto permette di individuare una percentuale di prodotti di migliore qualità rispetto ai tradizionali assortimenti ritraibili. È stato possibile infatti individuare sino al 20% di assortimenti di maggior pregio. Inoltre è da rimarcare che i dati raccolti si riferiscono allo stato attuale derivante dalla mancanza di cure colturali e di indirizzi selvicolturali. La definizione delle caratteristiche qualitative degli assortimenti risulta utile a fornire indicazioni circa gli obbiettivi da conseguire con la gestione selvicolturale dei popolamenti.

Analisi della biomassa e degli assortimenti legnosi ritraibili da boschi cedui di Faggio del Piemonte

NOSENZO, Antonio;BERRETTI, Roberta;F. Meloni
2007

Abstract

Attualmente i boschi cedui di faggio (Fagus sylvatica L.) nella Regione Piemonte coprono circa 100.000 ettari (90% delle formazioni di faggio). Questi popolamenti spesso risultano aver oltrepassato i turni consuetudinari con la conseguenza che anche gli assortimenti legnosi ottenibili non siano più quelli prodotti in passato. Il presente lavoro ha avuto come obiettivo quello di mettere a punto una metodologia per determinarne la produzione ritraibile in termini di legname da opera. Si sono individuate 20 zone distribuite sul territorio piemontese nelle quali si è proceduto ai rilievi dendrometrici ordinari. In due popolamenti si è eseguita un’analisi di dettaglio della qualità dei fusti. Dopo una prima valutazione, durante la quale sono state individuate le piante con difetti tali da non poterne consentire la lavorabilità, si è proceduto alla misurazione di quelle ritenute di «qualità». Dall’elaborazione dei dati e sulla base della classificazione commerciale degli assortimenti si è pervenuti alla definizione della produzione in assortimenti. La metodologia sperimentata mira alla valorizzazione della produzione, in quanto permette di individuare una percentuale di prodotti di migliore qualità rispetto ai tradizionali assortimenti ritraibili. È stato possibile infatti individuare sino al 20% di assortimenti di maggior pregio. Inoltre è da rimarcare che i dati raccolti si riferiscono allo stato attuale derivante dalla mancanza di cure colturali e di indirizzi selvicolturali. La definizione delle caratteristiche qualitative degli assortimenti risulta utile a fornire indicazioni circa gli obbiettivi da conseguire con la gestione selvicolturale dei popolamenti.
LXII
325
338
Fagus sylvatica; Piemonte; ceduo; assortimenti legnosi
A. Nosenzo; R. Berretti; F. Meloni
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