I confidi sono da lungo tempo un tassello importante del contesto finanziario italiano e svolgono un apprezzabile ruolo di connessione fra banche e micro-piccole imprese. Tale ruolo risulta particolarmente esaltato nei momenti di crisi del sistema finanziario, quando le problematiche di contrazione e razionamento del credito si fanno più cogenti. Nonostante il ruolo della garanzia mutualistica per l’accesso al credito sia largamente riconosciuto e apprezzato, i confidi non sono esenti da criticità e da evidenti debolezze strutturali sulle quali il legislatore, gli enti pubblici sovventori e le autorità di vigilanza sul sistema finanziario si sono interrogati e hanno cercato di intervenire ripetutamente nel corso dell’ultimo decennio. Il combinato effetto delle novità normative e della crisi finanziaria sta producendo profonde trasformazioni nel mondo dei confidi. In primo luogo si è verificata una salutare “pulizia” del settore grazie alla quale sono scomparse molte entità marginali e spesso operative solo sulla carta. In secondo luogo vi è stata una crescita generalizzata della garanzia mutualistica, sia sotto il profilo dei volumi di attività sia sul fronte del tasso di penetrazione del tessuto imprenditoriale. Infine, il settore appare sempre più spezzato in due mondi – quello dei confidi maggiori vigilati e quello dei confidi minori non vigilati – che evolvono in direzioni molto diverse. E’ interessante porsi a questo proposito alcune domande: i confidi di piccola-media dimensione hanno ancora senso e possibilità di sopravvivenza? E’ opportuno che le entità più piccole ripensino la loro attività, potenziando l’offerta di servizi alle imprese, piuttosto che la garanzia creditizia? E’ già in corso un riposizionamento di questo genere? I confidi più grandi stanno cambiando natura, trasformandosi in un’appendice del sistema bancario nella quale veicolare una parte del rischio di credito, spesso poi assorbito da fondi pubblici e quindi scaricato sulla collettività? L’azione mitigatrice dell’asimmetria informativa, sempre evocata in letteratura, rischia di perdersi quando il confidi cresce dimensionalmente?

Confidi in trasformazione. L'impatto delle nuove regole e della crisi finanziaria sul settore della garanzia mutualistica.

DE VINCENTIIS, Paola
2012

Abstract

I confidi sono da lungo tempo un tassello importante del contesto finanziario italiano e svolgono un apprezzabile ruolo di connessione fra banche e micro-piccole imprese. Tale ruolo risulta particolarmente esaltato nei momenti di crisi del sistema finanziario, quando le problematiche di contrazione e razionamento del credito si fanno più cogenti. Nonostante il ruolo della garanzia mutualistica per l’accesso al credito sia largamente riconosciuto e apprezzato, i confidi non sono esenti da criticità e da evidenti debolezze strutturali sulle quali il legislatore, gli enti pubblici sovventori e le autorità di vigilanza sul sistema finanziario si sono interrogati e hanno cercato di intervenire ripetutamente nel corso dell’ultimo decennio. Il combinato effetto delle novità normative e della crisi finanziaria sta producendo profonde trasformazioni nel mondo dei confidi. In primo luogo si è verificata una salutare “pulizia” del settore grazie alla quale sono scomparse molte entità marginali e spesso operative solo sulla carta. In secondo luogo vi è stata una crescita generalizzata della garanzia mutualistica, sia sotto il profilo dei volumi di attività sia sul fronte del tasso di penetrazione del tessuto imprenditoriale. Infine, il settore appare sempre più spezzato in due mondi – quello dei confidi maggiori vigilati e quello dei confidi minori non vigilati – che evolvono in direzioni molto diverse. E’ interessante porsi a questo proposito alcune domande: i confidi di piccola-media dimensione hanno ancora senso e possibilità di sopravvivenza? E’ opportuno che le entità più piccole ripensino la loro attività, potenziando l’offerta di servizi alle imprese, piuttosto che la garanzia creditizia? E’ già in corso un riposizionamento di questo genere? I confidi più grandi stanno cambiando natura, trasformandosi in un’appendice del sistema bancario nella quale veicolare una parte del rischio di credito, spesso poi assorbito da fondi pubblici e quindi scaricato sulla collettività? L’azione mitigatrice dell’asimmetria informativa, sempre evocata in letteratura, rischia di perdersi quando il confidi cresce dimensionalmente?
n.4/2012
35
44
confidi; garanzia mutualistica; accesso al credito; piccole-medie imprese
Paola De Vincentiis
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