La Société Internationale des Amis de Cicéron (SIAC), fondata a Parigi con statuto ufficiale depositato nel 2008, costituisce un ottimo caso di studio per analizzare quali siano le possibili risposte alle sfide che il mondo moderno porta alla difesa della classicità, all’apprendimento delle due lingue veicolari e a quegli ideali di humanitas che Cicerone incarna (almeno per i suoi ammiratori) . Soci fondatori ne furono Carlos Lévy della Sorbona, Andrea Balbo, Giovanna Garbarino e chi scrive (tutti dell’Università di Torino) e soprattutto Philippe Rousselot, giudice della Cour des Comptes di Parigi e presidente della SIAC sin dalla fondazione. La presenza accanto a docenti universitari di un alto magistrato contabile è forse la dimostrazione più chiara del taglio particolare ed innovativo che la Società si è voluta dare, come luogo di incontro e di confronto accademico e insieme “laico”, aperto a tutti, ma regolato in modo scientificamente irreprensibile. La conclusione della relazione resta aperta, così come l’evoluzione della SIAC e del sito Tulliana, che non dipende solo dal numero e dalla buona volontà dei membri, ma da fattori esterni e, ancor più, dalla scelta di valide strategie culturali per il futuro. Non sta a me stabilire se la vivacità della SIAC e i buoni propositi dei suoi membri, al pari di molte altre iniziative meritorie, rappresentino l’alba di un nuovo rinascimento delle lettere classiche, sotto l’egida dei nuovi media, o solo il tetanismo preagonico di un mondo che è giunto al termine (preannunziato dalla costante riduzione delle ore d’insegnamento nei Licei anche in Italia). Noi, naturalmente, propendiamo per la prima ipotesi, ma comunque riteniamo, a differenza di altri sciagurati capitani, che la nave non vada abbandonata, soprattutto in questo momento, e che anzi debba essere condotta, con fiducia e determinazione, lontana da scogli e secche. Per farlo meglio e per farlo bene abbiamo però bisogno di condividere il lavoro e l’impegno con tutti gli “amici di Cicerone” in pectore: l’invito finale non può quindi che essere quello di unirsi a noi.

Associazionismo culturale, società non-profit, internet e didattica del latino: il caso degli “amici di Cicerone”, www.tulliana.eu

MALASPINA, Ermanno
2012

Abstract

La Société Internationale des Amis de Cicéron (SIAC), fondata a Parigi con statuto ufficiale depositato nel 2008, costituisce un ottimo caso di studio per analizzare quali siano le possibili risposte alle sfide che il mondo moderno porta alla difesa della classicità, all’apprendimento delle due lingue veicolari e a quegli ideali di humanitas che Cicerone incarna (almeno per i suoi ammiratori) . Soci fondatori ne furono Carlos Lévy della Sorbona, Andrea Balbo, Giovanna Garbarino e chi scrive (tutti dell’Università di Torino) e soprattutto Philippe Rousselot, giudice della Cour des Comptes di Parigi e presidente della SIAC sin dalla fondazione. La presenza accanto a docenti universitari di un alto magistrato contabile è forse la dimostrazione più chiara del taglio particolare ed innovativo che la Società si è voluta dare, come luogo di incontro e di confronto accademico e insieme “laico”, aperto a tutti, ma regolato in modo scientificamente irreprensibile. La conclusione della relazione resta aperta, così come l’evoluzione della SIAC e del sito Tulliana, che non dipende solo dal numero e dalla buona volontà dei membri, ma da fattori esterni e, ancor più, dalla scelta di valide strategie culturali per il futuro. Non sta a me stabilire se la vivacità della SIAC e i buoni propositi dei suoi membri, al pari di molte altre iniziative meritorie, rappresentino l’alba di un nuovo rinascimento delle lettere classiche, sotto l’egida dei nuovi media, o solo il tetanismo preagonico di un mondo che è giunto al termine (preannunziato dalla costante riduzione delle ore d’insegnamento nei Licei anche in Italia). Noi, naturalmente, propendiamo per la prima ipotesi, ma comunque riteniamo, a differenza di altri sciagurati capitani, che la nave non vada abbandonata, soprattutto in questo momento, e che anzi debba essere condotta, con fiducia e determinazione, lontana da scogli e secche. Per farlo meglio e per farlo bene abbiamo però bisogno di condividere il lavoro e l’impegno con tutti gli “amici di Cicerone” in pectore: l’invito finale non può quindi che essere quello di unirsi a noi.
Latina Didaxis XXVI. Per il latino
Compagnia dei Librai
Latina Didaxis
1
89
105
9788888784786
http://www.tulliana.eu/documenti/Malaspina_80_Latina_Didaxis_2012.pdf
Cicero; Cicerone; Tulliana; Société Internationale des Amis de Cicéron; SIAC; Società Internazionale degli Amici di Cicerone; International Society of Cicero's Friends
Ermanno Malaspina
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