Lo studio linguistico delle lettere di Cavour, che rappresentano un corpus certo significativo della sua intera produzione scritta, si pone senza dubbio come uno strumento utile per cercare di definire il rapporto, non sempre considerato con la dovuta attenzione, tra uno dei maggiori rappresentanti del Risorgimento e la lingua della nazione ch’egli contribuì a unificare. L'analisi è mirata principalmente all’analisi degli aspetti lessicali delle lettere di Cavour redatte tra il periodo giovanile e il 1850, con un’attenzione particolare – data anche la sua incidenza sull’intero corpus epistolare – alla corrispondenza di argomento agricolo. L’indagine prevede da un lato la ricognizione delle prime attestazioni e delle retrodatazioni di termini italiani (I.) nei diversi ambiti dell’agricoltura (I.1.), della politica (I.2.) e dei mezzi di trasporto (1.3.), e dall’altro l’ispezione della componente regionale (II.), suddivisa tra voci di area settentrionale (II.1.), piemontesismi (II.2.) – con ulteriore differenziazione interna tra voci autoctone (2.a.) e voci di origine galloromanza (2.b.) – e altri dialettismi (II.3.) Alla luce dello studio condotto, il lessico delle lettere si segnala per (almeno) due interessanti fattori: in primo luogo, per il reperimento della prima attestazione, nella lingua scritta, di un discreto numero di parole di ambito nazionale, circostanza che assume un particolare rilievo se valutata alla luce del contesto storico-culturale in cui l’Epistolario e il suo autore si collocano; peraltro, secondo un fenomeno prevedibile, tale corrispondenza risulta ricca di lemmi di provenienza regionale: termini di diffusione settentrionale, la cui espansione geolinguistica non è cioè limitata al solo Piemonte bensì condivisa da altri territori dell’Italia del Nord, voci di estrazione tipicamente pedemontana, tanto di trafila autoctona quanto di tramite galloromanzo, e che nella maggior parte dei casi subiscono un processo di adattamento morfologico alle norme dell’italiano, parole di provenienza extra-regionale, riconducibili all’area lombarda o ligure e appartenenti per lo più alle sfere dell’agricoltura, dell’allevamento e del commercio.

Il conte Camillo Benso di Cavour e la scrittura: osservazioni linguistiche sull’«Epistolario»

BELLONE, Luca
2011

Abstract

Lo studio linguistico delle lettere di Cavour, che rappresentano un corpus certo significativo della sua intera produzione scritta, si pone senza dubbio come uno strumento utile per cercare di definire il rapporto, non sempre considerato con la dovuta attenzione, tra uno dei maggiori rappresentanti del Risorgimento e la lingua della nazione ch’egli contribuì a unificare. L'analisi è mirata principalmente all’analisi degli aspetti lessicali delle lettere di Cavour redatte tra il periodo giovanile e il 1850, con un’attenzione particolare – data anche la sua incidenza sull’intero corpus epistolare – alla corrispondenza di argomento agricolo. L’indagine prevede da un lato la ricognizione delle prime attestazioni e delle retrodatazioni di termini italiani (I.) nei diversi ambiti dell’agricoltura (I.1.), della politica (I.2.) e dei mezzi di trasporto (1.3.), e dall’altro l’ispezione della componente regionale (II.), suddivisa tra voci di area settentrionale (II.1.), piemontesismi (II.2.) – con ulteriore differenziazione interna tra voci autoctone (2.a.) e voci di origine galloromanza (2.b.) – e altri dialettismi (II.3.) Alla luce dello studio condotto, il lessico delle lettere si segnala per (almeno) due interessanti fattori: in primo luogo, per il reperimento della prima attestazione, nella lingua scritta, di un discreto numero di parole di ambito nazionale, circostanza che assume un particolare rilievo se valutata alla luce del contesto storico-culturale in cui l’Epistolario e il suo autore si collocano; peraltro, secondo un fenomeno prevedibile, tale corrispondenza risulta ricca di lemmi di provenienza regionale: termini di diffusione settentrionale, la cui espansione geolinguistica non è cioè limitata al solo Piemonte bensì condivisa da altri territori dell’Italia del Nord, voci di estrazione tipicamente pedemontana, tanto di trafila autoctona quanto di tramite galloromanzo, e che nella maggior parte dei casi subiscono un processo di adattamento morfologico alle norme dell’italiano, parole di provenienza extra-regionale, riconducibili all’area lombarda o ligure e appartenenti per lo più alle sfere dell’agricoltura, dell’allevamento e del commercio.
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Bellone, Luca
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