Ho accolto con piacere l’invito a fornire un contributo alla rivista “La Fisica nella Scuola”, riportando quanto esposto in un seminario presentato il 24 ottobre 2013 al 52° Congresso dell’Associazione per l’Insegnamento della Fisica. Non posso però nascondere il senso di frustrazione nell’affrontare la pagina bianca. Non si trattava infatti “solo” di descrivere a fisici lo stato dell’arte di una disciplina che coinvolge molti settori della Fisica (dalla Fisica della Materia, alla Fisica Teorica), ma anche, e soprattutto, di sottolineare che la Nanoscienza ingloba tutte le Scienze Naturali, dalla Chimica alla Biologia, dalla Scienza ed Ingegneria dei Materiali alla Matematica. Se a questo si aggiunge la sterminata letteratura scientifica disponibile in rapida espansione, cercando di separare il grano (l’informazione) dal loglio (i.e. la chiacchiera non rara in molti siti web pseudo-divulgativi), spero si possano comprendere le difficoltà nello scrivere un contributo aggiornato e sufficientemente esaustivo. Ho quindi cercato di riassumere in queste pagine il mio personale percorso di avvicinamento alla Nanoscienza, limitandomi a considerazioni maturate dall’interazione con una competente comunità scientifica e riferendomi ad una bibliografia “certificata” e facilmente accessibile. Lungi dal voler proporre un esauriente trattato sulla Nanoscienza, questo articolo è quindi da intendersi come il modesto contributo di un fisico volto a stimolare l’interesse degli insegnanti di Fisica, e, attraverso questi, dei giovani studenti, ad un mondo in cui la Fisica gioca pur sempre un ruolo importante, ma non unico

Scienza, Nanoscienza, Fantascienza

VITTONE, Ettore
2013-01-01

Abstract

Ho accolto con piacere l’invito a fornire un contributo alla rivista “La Fisica nella Scuola”, riportando quanto esposto in un seminario presentato il 24 ottobre 2013 al 52° Congresso dell’Associazione per l’Insegnamento della Fisica. Non posso però nascondere il senso di frustrazione nell’affrontare la pagina bianca. Non si trattava infatti “solo” di descrivere a fisici lo stato dell’arte di una disciplina che coinvolge molti settori della Fisica (dalla Fisica della Materia, alla Fisica Teorica), ma anche, e soprattutto, di sottolineare che la Nanoscienza ingloba tutte le Scienze Naturali, dalla Chimica alla Biologia, dalla Scienza ed Ingegneria dei Materiali alla Matematica. Se a questo si aggiunge la sterminata letteratura scientifica disponibile in rapida espansione, cercando di separare il grano (l’informazione) dal loglio (i.e. la chiacchiera non rara in molti siti web pseudo-divulgativi), spero si possano comprendere le difficoltà nello scrivere un contributo aggiornato e sufficientemente esaustivo. Ho quindi cercato di riassumere in queste pagine il mio personale percorso di avvicinamento alla Nanoscienza, limitandomi a considerazioni maturate dall’interazione con una competente comunità scientifica e riferendomi ad una bibliografia “certificata” e facilmente accessibile. Lungi dal voler proporre un esauriente trattato sulla Nanoscienza, questo articolo è quindi da intendersi come il modesto contributo di un fisico volto a stimolare l’interesse degli insegnanti di Fisica, e, attraverso questi, dei giovani studenti, ad un mondo in cui la Fisica gioca pur sempre un ruolo importante, ma non unico
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http://www.aif.it/index.php?CHISIAMO/pubbli.php
nanoscience; Nanotechnology
Ettore VIttone
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