I festeggiamenti per il cinquantenario del Regno d'Italia si chiusero lasciando un enorme deficit di bilancio, che fu oggetto di due inchieste, una del governo, l'altra da parte del Parlamento. Utilizzando per la prima volta quella documentazione archivistica, il saggio ricostruisce il contesto politico, tra dimensione nazionale e vicende locali, in cui furono organizzate le celebrazioni cinquantenarie, che diedero luogo alle grandi esposizioni di Roma e di Torino, ai festeggiamenti di Palermo e Firenze, alla partecipazione dell'Italia alle esposizioni di Bruxelles e di Buenos Ayres. Emergono le tensioni tra la classe dirigente liberale e i partiti dell'opposizione socialista e repubblicana, il cattolicesimo intransigente, il Vaticano, ma anche le convergenze sull'ideale patriottico, sia pur declinato in senso classista, da parte del movimento operaio, le acute divisioni tra giolittiani e antigiolittiani, le difficoltà prodotte a Roma dall'avvento della giunta Nathan. Posizioni che presto subiranno un complessivo rimescolamento con lo scoppio della guerra di Libia, mentre gli strascichi ultimi della vicenda del cinquantenario saranno liquidati, nel disinteresse generale, dal primo governo Mussolini.
La bancarotta del patriottismo. Feste ed esposizioni nel primo cinquantenario dell'Unità
MONTALDO, Silvano
2015-01-01
Abstract
I festeggiamenti per il cinquantenario del Regno d'Italia si chiusero lasciando un enorme deficit di bilancio, che fu oggetto di due inchieste, una del governo, l'altra da parte del Parlamento. Utilizzando per la prima volta quella documentazione archivistica, il saggio ricostruisce il contesto politico, tra dimensione nazionale e vicende locali, in cui furono organizzate le celebrazioni cinquantenarie, che diedero luogo alle grandi esposizioni di Roma e di Torino, ai festeggiamenti di Palermo e Firenze, alla partecipazione dell'Italia alle esposizioni di Bruxelles e di Buenos Ayres. Emergono le tensioni tra la classe dirigente liberale e i partiti dell'opposizione socialista e repubblicana, il cattolicesimo intransigente, il Vaticano, ma anche le convergenze sull'ideale patriottico, sia pur declinato in senso classista, da parte del movimento operaio, le acute divisioni tra giolittiani e antigiolittiani, le difficoltà prodotte a Roma dall'avvento della giunta Nathan. Posizioni che presto subiranno un complessivo rimescolamento con lo scoppio della guerra di Libia, mentre gli strascichi ultimi della vicenda del cinquantenario saranno liquidati, nel disinteresse generale, dal primo governo Mussolini.| File | Dimensione | Formato | |
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