Se poco prima, Dante agens era stato accolto «sesto tra cotanto senno», pare che nel quinto canto dell’Inferno, Dante, agens e auctor, abbia la prima vera occasione di corrispondere a quell’onorevole privilegio. Dunque, davanti a Virgilio, nel ruolo di giudice unico di questo certame letterario, il nuovo poeta entra nell’agone, consapevole di legittimare quell’epiteto se la sua poesia saprà trasformare una sconosciuta relazione tra un uomo e una donna in un nuovo mito d’amore e di morte. L’amore di Francesca e del suo compagno è un amore irresistibile, esclusivo, duraturo, così intenso che non si arresta nemmeno con la morte, caratteri che furono prerogative pure dell’amore di Dante per Beatrice. Non possono stupire, allora, i fitti contatti tra Inf., V e Purg., XXX-XXXI, quando l’appena ritrovata Beatrice rimprovera l’agens per i suoi traviamenti. Per amore ci si perde e per amore ci si salva: il crinale è stretto. Il fedele consiglio della ragione può orientarlo, ma l’uomo è fragile. Se la Commedia è il poema dell’amore, Francesca – l’unica donna ad aver voce nell’inferno a parte (e non certo casualmente) Beatrice – ha un compito decisivo, cosicché l’episodio degli amanti menati dal vento come colombe si irradia in punti nevralgici dell’intera opera.

All'inferno per amore. Lettura del canto V dell'Inferno

PIROVANO, Donato
2015-01-01

Abstract

Se poco prima, Dante agens era stato accolto «sesto tra cotanto senno», pare che nel quinto canto dell’Inferno, Dante, agens e auctor, abbia la prima vera occasione di corrispondere a quell’onorevole privilegio. Dunque, davanti a Virgilio, nel ruolo di giudice unico di questo certame letterario, il nuovo poeta entra nell’agone, consapevole di legittimare quell’epiteto se la sua poesia saprà trasformare una sconosciuta relazione tra un uomo e una donna in un nuovo mito d’amore e di morte. L’amore di Francesca e del suo compagno è un amore irresistibile, esclusivo, duraturo, così intenso che non si arresta nemmeno con la morte, caratteri che furono prerogative pure dell’amore di Dante per Beatrice. Non possono stupire, allora, i fitti contatti tra Inf., V e Purg., XXX-XXXI, quando l’appena ritrovata Beatrice rimprovera l’agens per i suoi traviamenti. Per amore ci si perde e per amore ci si salva: il crinale è stretto. Il fedele consiglio della ragione può orientarlo, ma l’uomo è fragile. Se la Commedia è il poema dell’amore, Francesca – l’unica donna ad aver voce nell’inferno a parte (e non certo casualmente) Beatrice – ha un compito decisivo, cosicché l’episodio degli amanti menati dal vento come colombe si irradia in punti nevralgici dell’intera opera.
2015
XV
1
3
27
Dante, Divina Commedia, Francesca da Rimini
Donato Pirovano
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