Il contributo è inserito nella miscellanea di studi integrata all'interno dei risultati del Progetto di Ricerca “Italian Novellieri and Their Influence on Renaissance and Baroque European Literature: Editions, Translations, Adaptations” dei Dipartimenti di Studi Umanistici e di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne dell’Università degli Studi di Torino, finanziato dalla Compagnia di San Paolo attraverso l’accordo con l’Università per il potenziamento della ricerca scientifica. In particolare, per ciò che concerne Poggio Bracciolini, inizialmente apprezzato come modello retorico e d’ingegno, ma nel contempo accolto con la diffidenza e il disgusto – che arriva persino ai giorni nostri – che suscitava l’oscenità di alcune delle sue facezie, lo scopritore della Institutio oratoria di Quintiliano ottiene per il suo postumo Liber facetiarum uno dei maggiori successi editoriali degli albori della stampa, con circa trentaquattro edizioni tra il 1470 e il 1500 che si sommano ai più di cinquanta manoscritti dello stesso periodo conservati in varie biblioteche transalpine. Tale successo si rispecchierà in diverse opere del Cinquecento francese, fino al punto che non c’è opera di un qualche impegno narrativo che non faccia riferimento a Poggio e la sua presenza si può rintracciare pure in ambito poetico, teatrale e persino filosofico, dove alcune sue facezie si inseriscono a mo’ di esempio. Dopo uno sfruttamento generale – non senza polemiche per l’immoralità dei racconti, che contrastava con una cultura francese più legata a schemi etici e tradizionali – le storielle di Poggio diventeranno echi, aneddoti anonimi modificati in funzione del contesto, comune materia prima letteraria.
La fortuna francese delle "Facezie" di Poggio Bracciolini.
ADINOLFI, Pierangela
2015-01-01
Abstract
Il contributo è inserito nella miscellanea di studi integrata all'interno dei risultati del Progetto di Ricerca “Italian Novellieri and Their Influence on Renaissance and Baroque European Literature: Editions, Translations, Adaptations” dei Dipartimenti di Studi Umanistici e di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne dell’Università degli Studi di Torino, finanziato dalla Compagnia di San Paolo attraverso l’accordo con l’Università per il potenziamento della ricerca scientifica. In particolare, per ciò che concerne Poggio Bracciolini, inizialmente apprezzato come modello retorico e d’ingegno, ma nel contempo accolto con la diffidenza e il disgusto – che arriva persino ai giorni nostri – che suscitava l’oscenità di alcune delle sue facezie, lo scopritore della Institutio oratoria di Quintiliano ottiene per il suo postumo Liber facetiarum uno dei maggiori successi editoriali degli albori della stampa, con circa trentaquattro edizioni tra il 1470 e il 1500 che si sommano ai più di cinquanta manoscritti dello stesso periodo conservati in varie biblioteche transalpine. Tale successo si rispecchierà in diverse opere del Cinquecento francese, fino al punto che non c’è opera di un qualche impegno narrativo che non faccia riferimento a Poggio e la sua presenza si può rintracciare pure in ambito poetico, teatrale e persino filosofico, dove alcune sue facezie si inseriscono a mo’ di esempio. Dopo uno sfruttamento generale – non senza polemiche per l’immoralità dei racconti, che contrastava con una cultura francese più legata a schemi etici e tradizionali – le storielle di Poggio diventeranno echi, aneddoti anonimi modificati in funzione del contesto, comune materia prima letteraria.| File | Dimensione | Formato | |
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