Un’analisi approfondita sulle ricorrenze e il significato della ‘formula di divulgazione’ (formula of disclosure) σκοπεῖν τῷ βουλομένῳ nei decreti ateniesi può offrire nuovi spunti di riflessione sulle strategie della comunicazione pubblica ad Atene, e sul rapporto tra medium epigrafico e non epigrafico nel contesto della prassi democratica. Benché tale formula possa apparire come la più sintomatica espressione dell’ideale legame che ad Atene univa produzione epigrafica e regime democratico, l’esame dei suoi contesti d’uso, e il confronto puntuale con una serie di altre varianti presenti nelle iscrizioni, mettono in realtà in evidenza come σκοπεῖν τῷ βουλομένῳ fosse impiegata esclusivamente in relazione a specifiche categorie di documenti (finanziari e legislativi) redatti su supporti non durevoli. La formula σκοπεῖν τῷ βουλομένῳ era perciò caratterizzata da una valenza strettamente specifica e tecnica, riferendosi infatti alla pubblicazione di testi destinati ad essere sottoposti allo scrutinio dei cittadini, all’interno di una probabile procedura di validazione condotta su iniziativa volontaria (ho boulomenos). Al novero delle attestazioni note della formula σκοπεῖν τῷ βουλομένῳ, è possibile aggiungere anche quella che è possibile evincere da un passo delle Vite dei dieci Oratori dello Ps.-Plutarco (843f 5-9), sino ad oggi non valorizzata dalla critica nella sua più corretta interpretazione. Questo passo offre in realtà testimonianza di un caso anomalo, dal momento che σκοπεῖν τῷ βουλομένῳ appare qui essere stato impiegato in riferimento a un medium epigrafico, ossia alla stele di marmo, esposta nella palestra del Liceo, in cui Licurgo aveva fatto incidere tutti i rendiconti della sua amministrazione. Piuttosto che dubitare sull’attendibilità della nostra fonte, o accettare l’esistenza di eccezioni alla ‘regola’ della connessione tra σκοπεῖν τῷ βουλομένῳ e testi su supporto deperibile, è possibile spiegare questo caso anomalo alla luce delle strategie della comunicazione epigrafica di età licurghea.

«For anyone who wishes to read up close…» A few thoughts revolving around the formula σκοπεῖν τῷ βουλομένῳ in Attic inscriptions.

lasagni chiara
2018

Abstract

Un’analisi approfondita sulle ricorrenze e il significato della ‘formula di divulgazione’ (formula of disclosure) σκοπεῖν τῷ βουλομένῳ nei decreti ateniesi può offrire nuovi spunti di riflessione sulle strategie della comunicazione pubblica ad Atene, e sul rapporto tra medium epigrafico e non epigrafico nel contesto della prassi democratica. Benché tale formula possa apparire come la più sintomatica espressione dell’ideale legame che ad Atene univa produzione epigrafica e regime democratico, l’esame dei suoi contesti d’uso, e il confronto puntuale con una serie di altre varianti presenti nelle iscrizioni, mettono in realtà in evidenza come σκοπεῖν τῷ βουλομένῳ fosse impiegata esclusivamente in relazione a specifiche categorie di documenti (finanziari e legislativi) redatti su supporti non durevoli. La formula σκοπεῖν τῷ βουλομένῳ era perciò caratterizzata da una valenza strettamente specifica e tecnica, riferendosi infatti alla pubblicazione di testi destinati ad essere sottoposti allo scrutinio dei cittadini, all’interno di una probabile procedura di validazione condotta su iniziativa volontaria (ho boulomenos). Al novero delle attestazioni note della formula σκοπεῖν τῷ βουλομένῳ, è possibile aggiungere anche quella che è possibile evincere da un passo delle Vite dei dieci Oratori dello Ps.-Plutarco (843f 5-9), sino ad oggi non valorizzata dalla critica nella sua più corretta interpretazione. Questo passo offre in realtà testimonianza di un caso anomalo, dal momento che σκοπεῖν τῷ βουλομένῳ appare qui essere stato impiegato in riferimento a un medium epigrafico, ossia alla stele di marmo, esposta nella palestra del Liceo, in cui Licurgo aveva fatto incidere tutti i rendiconti della sua amministrazione. Piuttosto che dubitare sull’attendibilità della nostra fonte, o accettare l’esistenza di eccezioni alla ‘regola’ della connessione tra σκοπεῖν τῷ βουλομένῳ e testi su supporto deperibile, è possibile spiegare questo caso anomalo alla luce delle strategie della comunicazione epigrafica di età licurghea.
2018
2
1
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epigrafia attica, formule epigrafiche, lettura/scrittura nel mondo antico, democrazia ateniese, età licurghea
lasagni chiara
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