Libro su esempi di reinvenzione, corrosione, dissoluzione di forme, norme, linguaggi, attraverso le immagini dell’utopia, della parodia, della beffa e le strategie del discorso critico. La ricerca s’avvia sul passaggio dantesco dalla “selva selvaggia” alla “divina foresta”, fondato sull’antitesi natura innocente - natura caduta, nell’ambito di un’idea di letteratura come rivelazione e riscatto. Prosegue esaminando un caso contrastante di salvezza impedita all’uomo, nell’Ariosto e nella sua ricognizione disillusa della ragione e delle forze che la limitano, per la scoperta che, come i Sileni di Alcibiade citati da Erasmo, le cose umane hanno due facce e la pazzia costituisce la condizione dell’esistenza umana. Ma anche per l’Ariosto, altrove, nel ventre della balena dei suoi “Cinque canti” di discussa datazione, estranei per ispirazione e intonazione al “Furioso” (1532), il riscatto è possibile, attraverso la fede e le opere. Il trionfo della ragione è invece al centro dell’analisi dei meccanismi e delle tecniche delle beffe delle ingegnose mogli della settima giornata del “Decameron” di Boccaccio, che mostrano agli sciocchi mariti “la luna per lo sole”. Sulla critica alla poetica della “raison” e del gusto universale si sviluppa l’indagine dedicata al “Discours sur Shakespeare et sur Monsieur de Voltaire” (1777) del polemico e inventivo Baretti, di cui sono analizzate sia l’idea dell’individualità e dell’originalità degli scritti letterari e di una loro intraducibilità per la specificità espressiva e linguistica di ogni opera dello spirito; sia la concezione, antivedente, di una diversità tra lingua parlata e scritta. La ricerca si conclude sull’esercizio della critica in Getto al di là degli schemi crociani, e, in particolare, sulla sua interpretazione organica e intertestuale della tragedia tassiana “Torrismondo”, critica che si configura, per invenzione di scrittura, come genere, o sovragenere letterario.

Il Sileno di Alcibiade. Studi sui generi letterari

ZANDRINO, Barbara
2003-01-01

Abstract

Libro su esempi di reinvenzione, corrosione, dissoluzione di forme, norme, linguaggi, attraverso le immagini dell’utopia, della parodia, della beffa e le strategie del discorso critico. La ricerca s’avvia sul passaggio dantesco dalla “selva selvaggia” alla “divina foresta”, fondato sull’antitesi natura innocente - natura caduta, nell’ambito di un’idea di letteratura come rivelazione e riscatto. Prosegue esaminando un caso contrastante di salvezza impedita all’uomo, nell’Ariosto e nella sua ricognizione disillusa della ragione e delle forze che la limitano, per la scoperta che, come i Sileni di Alcibiade citati da Erasmo, le cose umane hanno due facce e la pazzia costituisce la condizione dell’esistenza umana. Ma anche per l’Ariosto, altrove, nel ventre della balena dei suoi “Cinque canti” di discussa datazione, estranei per ispirazione e intonazione al “Furioso” (1532), il riscatto è possibile, attraverso la fede e le opere. Il trionfo della ragione è invece al centro dell’analisi dei meccanismi e delle tecniche delle beffe delle ingegnose mogli della settima giornata del “Decameron” di Boccaccio, che mostrano agli sciocchi mariti “la luna per lo sole”. Sulla critica alla poetica della “raison” e del gusto universale si sviluppa l’indagine dedicata al “Discours sur Shakespeare et sur Monsieur de Voltaire” (1777) del polemico e inventivo Baretti, di cui sono analizzate sia l’idea dell’individualità e dell’originalità degli scritti letterari e di una loro intraducibilità per la specificità espressiva e linguistica di ogni opera dello spirito; sia la concezione, antivedente, di una diversità tra lingua parlata e scritta. La ricerca si conclude sull’esercizio della critica in Getto al di là degli schemi crociani, e, in particolare, sulla sua interpretazione organica e intertestuale della tragedia tassiana “Torrismondo”, critica che si configura, per invenzione di scrittura, come genere, o sovragenere letterario.
2003
Edizioni dell'Orso
1
175
Dante Alighieri; Giovanni Boccaccio; Ludovico Ariosto; Torquato Tasso; William Shakespeare; Voltaire; Giuseppe Baretti; Giovanni Getto; Divina Commedia; Decameron; Orlando furioso; Cinque canti; Torrismondo; Discours sur Shakespeare et sur Monsieur de Voltaire.
B. ZANDRINO
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