Da un lato, nella sentenza n. 120/2018, la Corte costituzionale ha esplicitato che la Carta sociale europea funge da parametro interposto di legittimità costituzionale nell’ordinamento giuridico italiano ex articolo 117, primo comma, della Costituzione. Dall’altro lato, contestualmente, la Corte ha negato che i giudici nazionali, nell’interpretare la Carta, siano vincolati alle pronunce del CEDS (punto 13.4 del "Considerato in diritto"). La Corte costituzionale, quand’anche in (un prossimo) futuro considerasse l’eccezione di costituzionalità della legge interna con riferimento alla Carta sociale europea alla luce dell'orientamento espresso nella sentenza n. 120/2018, dovrà pur conferire significato ai termini di questo trattato. Giova allora richiamare l’obbligo di interpretare il diritto pattizio conformemente alle regole internazionali sull’interpretazione dei trattati. Le pronunce del Comitato europeo dei diritti sociali vengono in rilievo con funzione ricognitiva dell’orientamento interpretativo da adottare, e altresì come mezzi ausiliari indicanti i risultati interpretativi che possono essere raggiunti con riguardo alla Carta sociale europea, quale trattato sui diritti umani.

Brevissime osservazioni sull’interpretazione della Carta sociale europea. A margine della sentenza n. 120/2018 della Corte costituzionale in prospettiva di una prossima pronuncia

Lorenza Mola
2018

Abstract

Da un lato, nella sentenza n. 120/2018, la Corte costituzionale ha esplicitato che la Carta sociale europea funge da parametro interposto di legittimità costituzionale nell’ordinamento giuridico italiano ex articolo 117, primo comma, della Costituzione. Dall’altro lato, contestualmente, la Corte ha negato che i giudici nazionali, nell’interpretare la Carta, siano vincolati alle pronunce del CEDS (punto 13.4 del "Considerato in diritto"). La Corte costituzionale, quand’anche in (un prossimo) futuro considerasse l’eccezione di costituzionalità della legge interna con riferimento alla Carta sociale europea alla luce dell'orientamento espresso nella sentenza n. 120/2018, dovrà pur conferire significato ai termini di questo trattato. Giova allora richiamare l’obbligo di interpretare il diritto pattizio conformemente alle regole internazionali sull’interpretazione dei trattati. Le pronunce del Comitato europeo dei diritti sociali vengono in rilievo con funzione ricognitiva dell’orientamento interpretativo da adottare, e altresì come mezzi ausiliari indicanti i risultati interpretativi che possono essere raggiunti con riguardo alla Carta sociale europea, quale trattato sui diritti umani.
7/2018
119
122
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Carta sociale europea - Comitato europeo dei diritti sociali - reclami collettivi - Costituzione italiana - legge italiana - parametro interposto - interpretazione sistematica - Corte europea dei diritti umani
Lorenza Mola
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