Tra gli organi che compongono il sistema istituzionale italiano, il Ministro della Giustizia è uno di quelli dotati di rilevanza costituzionale specifica (è, oltretutto, l’unico Ministro ad essere citato espressamente dalla Costituzione), ma appare, allo stesso tempo, fra i meno chiaramente definiti, sul piano delle competenze e della sua correlativa responsabilità politica. Il presente lavoro affronta la figura del Ministro della Giustizia, nelle sue funzioni costituzionali ed in relazione alla sua responsabilità politica, ed i principali problemi a questa correlati. A tal fine il volume ricostruisce, prima, le principali vicende e le concezioni che nel corso del tempo hanno interessato tale organo costituzionale ed influenzato la sua fisionomia (soprattutto in rapporto alla collocazione istituzionale del potere giudiziario); poi, la posizione e la responsabilità dell’organo stesso nell’attuale sistema costituzionale. Infine, in terzo luogo, il lavoro presenta un tentativo di rielaborazione critica dei principi sulla Magistratura enunciati nella Carta del ‘48 e delle regole dell’ordinamento giudiziario, alla luce della connotazione assunta, rispettivamente, dalla funzione giurisdizionale e dalla funzione di indirizzo politico nell’attuale ordinamento costituzionale italiano (nel quadro, peraltro, di tendenze che paiono in atto nelle principali democrazie contemporanee).

Il Ministro della Giustizia ed i Poteri dello Stato. Vicende e prospettive di una collocazione problematica

G. SOBRINO
2015

Abstract

Tra gli organi che compongono il sistema istituzionale italiano, il Ministro della Giustizia è uno di quelli dotati di rilevanza costituzionale specifica (è, oltretutto, l’unico Ministro ad essere citato espressamente dalla Costituzione), ma appare, allo stesso tempo, fra i meno chiaramente definiti, sul piano delle competenze e della sua correlativa responsabilità politica. Il presente lavoro affronta la figura del Ministro della Giustizia, nelle sue funzioni costituzionali ed in relazione alla sua responsabilità politica, ed i principali problemi a questa correlati. A tal fine il volume ricostruisce, prima, le principali vicende e le concezioni che nel corso del tempo hanno interessato tale organo costituzionale ed influenzato la sua fisionomia (soprattutto in rapporto alla collocazione istituzionale del potere giudiziario); poi, la posizione e la responsabilità dell’organo stesso nell’attuale sistema costituzionale. Infine, in terzo luogo, il lavoro presenta un tentativo di rielaborazione critica dei principi sulla Magistratura enunciati nella Carta del ‘48 e delle regole dell’ordinamento giudiziario, alla luce della connotazione assunta, rispettivamente, dalla funzione giurisdizionale e dalla funzione di indirizzo politico nell’attuale ordinamento costituzionale italiano (nel quadro, peraltro, di tendenze che paiono in atto nelle principali democrazie contemporanee).
E.S.I.
Memorie Università degli Studi di Torino
1
1
436
978-88-495-2981-4
Magistratura, politica, Ministro della Giustizia, indipendenza, divisione dei poteri, ordinamento giudiziario
G. SOBRINO
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