L’articolo esamina i principali nodi storiografici relativi alla vita del celebre predicatore cappuccino Bernardino Ochino, il quale abbandonò, nell’estate 1542, la Chiesa cattolica per sottrarsi a una delle prime convocazioni dell’Inquisizione romana. Muovendo dall’analisi di un recente libro dedicato alla fase italiana della vita di Ochino, scritto da Michele Camaioni, il saggio sottolinea come la ricostruzione della sua biografia debba fare i conti con il fatto che egli sia stato per svariati decenni, da vivo e dopo morto, anzitutto un problema di ordine penale. Questo elemento ha inevitabilmente condizionato la stessa produzione delle fonti che lo riguardano di tipo giudiziario, memorialistico, controversista e storiografico. Così anche il fatto che Ochino abbia attraversato nella sua vita quasi tutte le confessioni religiose cristiane del Cinquecento, scontrandosi sempre con le autorità costituite, ha prodotto una scia di scritti polemici, apologie, calunnie, sia da parte cattolica sia protestante, che inevitabilmente ne hanno condizionato l’immagine biografica per il loro carattere militante e propagandistico. Anche la storiografia della Controriforma, quella data alle stampe legata all’Inquisizione romana, e quella proveniente dall’ordine dei cappuccini, rimasta per secoli manoscritta, ha dovuto da subito confrontarsi con il problema che Ochino era stato tra i fondatori di quel nuovo ordine religioso di matrice francescana. Un dato imbarazzante, dopo la sua apostasia, da rimuovere applicando tecniche di tipo revisionistico (anacronismi, manipolazioni delle fonti, censure) che devono essere analizzate per evitare di trasformare la sua vita in una «illusione biografica»

Sull'illusione biografica: il caso di Bernardino Ochino come problema storiografico

M. GOTOR
2019-01-01

Abstract

L’articolo esamina i principali nodi storiografici relativi alla vita del celebre predicatore cappuccino Bernardino Ochino, il quale abbandonò, nell’estate 1542, la Chiesa cattolica per sottrarsi a una delle prime convocazioni dell’Inquisizione romana. Muovendo dall’analisi di un recente libro dedicato alla fase italiana della vita di Ochino, scritto da Michele Camaioni, il saggio sottolinea come la ricostruzione della sua biografia debba fare i conti con il fatto che egli sia stato per svariati decenni, da vivo e dopo morto, anzitutto un problema di ordine penale. Questo elemento ha inevitabilmente condizionato la stessa produzione delle fonti che lo riguardano di tipo giudiziario, memorialistico, controversista e storiografico. Così anche il fatto che Ochino abbia attraversato nella sua vita quasi tutte le confessioni religiose cristiane del Cinquecento, scontrandosi sempre con le autorità costituite, ha prodotto una scia di scritti polemici, apologie, calunnie, sia da parte cattolica sia protestante, che inevitabilmente ne hanno condizionato l’immagine biografica per il loro carattere militante e propagandistico. Anche la storiografia della Controriforma, quella data alle stampe legata all’Inquisizione romana, e quella proveniente dall’ordine dei cappuccini, rimasta per secoli manoscritta, ha dovuto da subito confrontarsi con il problema che Ochino era stato tra i fondatori di quel nuovo ordine religioso di matrice francescana. Un dato imbarazzante, dopo la sua apostasia, da rimuovere applicando tecniche di tipo revisionistico (anacronismi, manipolazioni delle fonti, censure) che devono essere analizzate per evitare di trasformare la sua vita in una «illusione biografica»
2019
CXXXI
I, aprile 2019
5
50
Riforma protestante, Eresia, Inquisizione romana, Ochino Bernardino, Controriforma, Chiesa cattolica, Storiografia
M. GOTOR
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