Lo studio riguarda la vita musicale presso la Cappella dei Cantori e il Collegio degli Innocenti della Cattedrale di San Giovanni Battista di Torino tra il 1600 e il 1650. Esso segue uno studio pubblicato precedentemente, riguardante la medesima istituzione tra il 1500 e il 1575 e sarà seguito da un saggio analogo riguardante il periodo intermedio. Solo recentemente sono stati riordinati i Sindicati della Cappella, vale a dire i documenti contabili, ed è stato possibile leggere la maggior parte dei passaggi significativi, pubblicati estensivamente nell'Appendice di documenti che si trova al termine del saggio. Inoltre, una Tabella indica/riporta i maestri di musica e di grammatica, raggruppa i nomi e i ruoli dei coristi, dei pueri e le presenze degli strumentisti, insieme all'entità delle paghe, alle provenienze, alle durate del servizio. Alcune figure importanti transitarono da Torino: i loro dettagli biografici in tali anni sono contestualizzati per la prima volta. Si viene a conoscenza delle vicende del maestro Giovanni Luigi Cerro e degli organisti Pietro Antonio Aliaudo e Giovanni Petito. Dei successivi maestri le biografie vengono coordinate con le opere a stampa pervenuteci e con le testimonianze del loro operato altrove nel Nord Italia. Così abbiamo Giovanni Battista Stefanini (maestro dal 1603 circa a non dopo il 1605); la figura interessante di Ruggero Trofeo, in servizio in duomo dal 1607 o poco prima, come organista e più avanti sicuramente anche con funzioni di maestro, fino alla morte (1613: di Trofeo ho identificato uno sconosciuto O sacrum convivium nel fondo di manoscritti musicali del duomo, qui trascritto nell'Appendice 1); Enrico Antonio Radesca, organista almeno dal 1604 e maestro dal 1615 fino alla morte (che possiamo ora datare al settembre 1625). Vengono alla luce alcuni inediti periodi di interim come direttore della musica di personalità quali Filippo Albini (1624 e 1628-1629); Giovanni Stefano Fontana Morello (1626-inizio 1628); Filippo Vitali (ottobre 1629-1630); Guido Antonio Cerro (maggio 1637-maggio 1639). Nel solco della bravura di Trofeo si sviluppano gli anni giovanili all'organo del figlio di lui Grisostomo e di Fabrizio Fontana, organisti nella cattedrale torinese rispettivamente dal 1619 al 1631-1632 il primo e dal 1632 al 1639 il secondo. Si colloca dopo questi anni l'inizio dell'epoca di Giovanni Battista Trabattone, a Torino fin dal 1632 ma stabilmente al vertice della cappella dal 1643 e da allora presumibilmente anche organista. Di Trabattone una ricognizione del catalogo delle opere condotta sui manoscritti del duomo ha permesso di ricostruire un ciclo di inni, di cui nell'Appendice 2 si trascrive Jesu redemptor omnium. Nella prima metà del Seicento, tenendo presente lo scenario in via di sviluppo di una Torino, importante capitale di un ducato sempre più presente nello scacchiere europeo, il ruolo di mecenate del duca Carlo Emanuele di Savoia, [i risvolti della sua politica ecclesiastica], è possibile notare una delle principali caratteristiche della musica in cattedrale e più in generale dell'arte e dell'intrattenimento di corte: lo stretto rapporto tra il corpo musicale del duomo e le musiche della corte. La corte era collocata nei locali del palazzo immediatamente a ridosso al complesso architettonico del duomo - e incastonato proprio nella metà spaziale tra i due edifici fu lo spazio sacro per la Sindone: essa dimostrerà una netta capacità di imporre che i medesimi musici e cantori prestassero la propria opera contemporaneamente in Duomo e a corte o presso l'entourage dell'altro mecenate delle arti e di un personale corpo musicale, il cardinale Maurizio; fenomeno reso ovvio anche dal fatto che in molte occasioni del cerimoniale entrambe le musiche fossero chiamate a partecipare. Tra i cantori che personificano tale interdipendenza vi furono Laudilio Vignati, Pietro Michele Carrozzano, Michele Antonio Borgarello, Angelo Barbarino, Claudio Viano, Antonio Buccafuoco, Michel Angelo Brunerio, Filiberto Ghigo, oppure l'organista Pietro Gallacia, oppure ancora gli strumentisti Giovanni Giacomo Torriano (trombone) e Antonio Burdese (violone), per concludere con l'interessante figura di Innocenzo Somis, inizialmente soprano presso il duomo e poi suonatore di violone in entrambe le cappelle, primo membro della famosa dinastia di violinisti. This study concerns musical life of the Cappella dei Cantori (chorists' chapel) and the Collegio degli Innocenti (choirboys' college) in the Cathedral of San Giovanni Battista in Turin between 1600 and 1650. It follows a previously published research about the same institution betwenn 1500 and 1575 and will be integrated soon by a similar paper about the intermediate period. The Sindacati della Cappella (i. e. the account books) have been put in order only recently and it has been possible to read them and publish ample passages in the Appendix. Moreover, a Table reports the name of music and grammar teachers and of the pueri, the role of the singer and the instrumentists, besides the salaries, the provenance and duty duration. Some important personalities passed through (or stayed in) Turin: the biographical details of their 'Turin years' are here described for the first time. In the same way we learn about masters like Giovanni Luigi Cerro and organists like Pietro Antonio Aliaudo and Giovanni Petito, at the beginnings of the century. The biographies of the following masters are connected with their extant printed works and with other documentary evidences of their wirk elsewhere in (northern) Italy. So we have Giovanni Battista Stefanini (master from 1603 approximately until – and not after – 1605); the interesting figure of Ruggero Trofeo (in service in the cathedral in 1607 or shortly before, as organist and later probably also with functions of master until death in 1613: I have identified an unknown O sacrum convivium by Trofeo in a musical manuscript in the Cathedral archives and I trascribed it in Appendix 1); Enrico Antonio Radesca (organist at least from 1604 and teacher from 1615 until his death, which can now be dated in September 1625). Some unknown interim periods came to light when masters were Filippo Albini (i 1624 and in 1628-1629 again), Giovanni Stefano Fontana Morello (from 1626 to the beginnings of 1628), Filippo Vitali (October 1629 – end of 1630), Guido Antonio Cerro (from May 1637 to May 1639). Into the groove of Trofeo’s skill, his son Grisostomo (from 1619 to 1632) and Fabrizio Fontana (from 1632 to 1639) took the first steps. After these years, an age of continuity with the following chapel master, Giovanni Battista Trabattone: he was in Turin from 1632, but steadily at the top of the chapel from 1643 and starting from this year presumably organist as well; his duties ended in 1682 (his death year) or somewhat earlier. A careful survey of Trabattone’s catalogue in the musical archives of the Cathedral has enabled the reconstruction of an hymn cycle: the first of them, Jesu redemptor omnium, is transcribed in Appendix 2. In this half of the century, on the secular side, in the city of Turin - become capital of the Duchy of Savoy in 1563 and even more partecipating in the italian and european arena - the Duke Charles Emmanuel I stood up as an art patron and expressed a precise ecclesiastical politics. One also had to consider that the ducal court lied in the building immediately behind the architectural complex of the Cathedral and the space where the Holy Shroud was stored was physically between the dome and the ducal palace. All these factors would produce one of the most characteristic feature of Turin cathedral music: its close relationship with the musical bodies of the court and - concretely - that many of the musicians and chorists would work at the same time in the Cathedral and at the Court or in the entourage of Cardinal Maurice of Savoy, son of the Duke. This phaenomenon can also be explained by the fact thatin many ceremonial occasion both the musical bodies were called to take part. Among the chorists personifying this interdependence Laudilio Vignati, Pietro Michele Carrozzano, Michele Antonio Borgarello, Angelo Barbarino, Claudio Viano, Antonio Buccafuoco, Michel Angelo Brunerio, Filiberto Ghigo; among the instrumentist the organist Pietro Gallacia, the trombonist Giovanni Giacomo Torriano, the violone player Antonio Burdese. Special attention goes to Innocenzo Somis, at the beginning soprano at the Cathedral and then violone player in both the chapels: he was the first member of the renown violinist dynasty.

La musica nella cattedrale di Torino nella prima metà del Seicento

Baldi, Stefano
2017

Abstract

Lo studio riguarda la vita musicale presso la Cappella dei Cantori e il Collegio degli Innocenti della Cattedrale di San Giovanni Battista di Torino tra il 1600 e il 1650. Esso segue uno studio pubblicato precedentemente, riguardante la medesima istituzione tra il 1500 e il 1575 e sarà seguito da un saggio analogo riguardante il periodo intermedio. Solo recentemente sono stati riordinati i Sindicati della Cappella, vale a dire i documenti contabili, ed è stato possibile leggere la maggior parte dei passaggi significativi, pubblicati estensivamente nell'Appendice di documenti che si trova al termine del saggio. Inoltre, una Tabella indica/riporta i maestri di musica e di grammatica, raggruppa i nomi e i ruoli dei coristi, dei pueri e le presenze degli strumentisti, insieme all'entità delle paghe, alle provenienze, alle durate del servizio. Alcune figure importanti transitarono da Torino: i loro dettagli biografici in tali anni sono contestualizzati per la prima volta. Si viene a conoscenza delle vicende del maestro Giovanni Luigi Cerro e degli organisti Pietro Antonio Aliaudo e Giovanni Petito. Dei successivi maestri le biografie vengono coordinate con le opere a stampa pervenuteci e con le testimonianze del loro operato altrove nel Nord Italia. Così abbiamo Giovanni Battista Stefanini (maestro dal 1603 circa a non dopo il 1605); la figura interessante di Ruggero Trofeo, in servizio in duomo dal 1607 o poco prima, come organista e più avanti sicuramente anche con funzioni di maestro, fino alla morte (1613: di Trofeo ho identificato uno sconosciuto O sacrum convivium nel fondo di manoscritti musicali del duomo, qui trascritto nell'Appendice 1); Enrico Antonio Radesca, organista almeno dal 1604 e maestro dal 1615 fino alla morte (che possiamo ora datare al settembre 1625). Vengono alla luce alcuni inediti periodi di interim come direttore della musica di personalità quali Filippo Albini (1624 e 1628-1629); Giovanni Stefano Fontana Morello (1626-inizio 1628); Filippo Vitali (ottobre 1629-1630); Guido Antonio Cerro (maggio 1637-maggio 1639). Nel solco della bravura di Trofeo si sviluppano gli anni giovanili all'organo del figlio di lui Grisostomo e di Fabrizio Fontana, organisti nella cattedrale torinese rispettivamente dal 1619 al 1631-1632 il primo e dal 1632 al 1639 il secondo. Si colloca dopo questi anni l'inizio dell'epoca di Giovanni Battista Trabattone, a Torino fin dal 1632 ma stabilmente al vertice della cappella dal 1643 e da allora presumibilmente anche organista. Di Trabattone una ricognizione del catalogo delle opere condotta sui manoscritti del duomo ha permesso di ricostruire un ciclo di inni, di cui nell'Appendice 2 si trascrive Jesu redemptor omnium. Nella prima metà del Seicento, tenendo presente lo scenario in via di sviluppo di una Torino, importante capitale di un ducato sempre più presente nello scacchiere europeo, il ruolo di mecenate del duca Carlo Emanuele di Savoia, [i risvolti della sua politica ecclesiastica], è possibile notare una delle principali caratteristiche della musica in cattedrale e più in generale dell'arte e dell'intrattenimento di corte: lo stretto rapporto tra il corpo musicale del duomo e le musiche della corte. La corte era collocata nei locali del palazzo immediatamente a ridosso al complesso architettonico del duomo - e incastonato proprio nella metà spaziale tra i due edifici fu lo spazio sacro per la Sindone: essa dimostrerà una netta capacità di imporre che i medesimi musici e cantori prestassero la propria opera contemporaneamente in Duomo e a corte o presso l'entourage dell'altro mecenate delle arti e di un personale corpo musicale, il cardinale Maurizio; fenomeno reso ovvio anche dal fatto che in molte occasioni del cerimoniale entrambe le musiche fossero chiamate a partecipare. Tra i cantori che personificano tale interdipendenza vi furono Laudilio Vignati, Pietro Michele Carrozzano, Michele Antonio Borgarello, Angelo Barbarino, Claudio Viano, Antonio Buccafuoco, Michel Angelo Brunerio, Filiberto Ghigo, oppure l'organista Pietro Gallacia, oppure ancora gli strumentisti Giovanni Giacomo Torriano (trombone) e Antonio Burdese (violone), per concludere con l'interessante figura di Innocenzo Somis, inizialmente soprano presso il duomo e poi suonatore di violone in entrambe le cappelle, primo membro della famosa dinastia di violinisti. This study concerns musical life of the Cappella dei Cantori (chorists' chapel) and the Collegio degli Innocenti (choirboys' college) in the Cathedral of San Giovanni Battista in Turin between 1600 and 1650. It follows a previously published research about the same institution betwenn 1500 and 1575 and will be integrated soon by a similar paper about the intermediate period. The Sindacati della Cappella (i. e. the account books) have been put in order only recently and it has been possible to read them and publish ample passages in the Appendix. Moreover, a Table reports the name of music and grammar teachers and of the pueri, the role of the singer and the instrumentists, besides the salaries, the provenance and duty duration. Some important personalities passed through (or stayed in) Turin: the biographical details of their 'Turin years' are here described for the first time. In the same way we learn about masters like Giovanni Luigi Cerro and organists like Pietro Antonio Aliaudo and Giovanni Petito, at the beginnings of the century. The biographies of the following masters are connected with their extant printed works and with other documentary evidences of their wirk elsewhere in (northern) Italy. So we have Giovanni Battista Stefanini (master from 1603 approximately until – and not after – 1605); the interesting figure of Ruggero Trofeo (in service in the cathedral in 1607 or shortly before, as organist and later probably also with functions of master until death in 1613: I have identified an unknown O sacrum convivium by Trofeo in a musical manuscript in the Cathedral archives and I trascribed it in Appendix 1); Enrico Antonio Radesca (organist at least from 1604 and teacher from 1615 until his death, which can now be dated in September 1625). Some unknown interim periods came to light when masters were Filippo Albini (i 1624 and in 1628-1629 again), Giovanni Stefano Fontana Morello (from 1626 to the beginnings of 1628), Filippo Vitali (October 1629 – end of 1630), Guido Antonio Cerro (from May 1637 to May 1639). Into the groove of Trofeo’s skill, his son Grisostomo (from 1619 to 1632) and Fabrizio Fontana (from 1632 to 1639) took the first steps. After these years, an age of continuity with the following chapel master, Giovanni Battista Trabattone: he was in Turin from 1632, but steadily at the top of the chapel from 1643 and starting from this year presumably organist as well; his duties ended in 1682 (his death year) or somewhat earlier. A careful survey of Trabattone’s catalogue in the musical archives of the Cathedral has enabled the reconstruction of an hymn cycle: the first of them, Jesu redemptor omnium, is transcribed in Appendix 2. In this half of the century, on the secular side, in the city of Turin - become capital of the Duchy of Savoy in 1563 and even more partecipating in the italian and european arena - the Duke Charles Emmanuel I stood up as an art patron and expressed a precise ecclesiastical politics. One also had to consider that the ducal court lied in the building immediately behind the architectural complex of the Cathedral and the space where the Holy Shroud was stored was physically between the dome and the ducal palace. All these factors would produce one of the most characteristic feature of Turin cathedral music: its close relationship with the musical bodies of the court and - concretely - that many of the musicians and chorists would work at the same time in the Cathedral and at the Court or in the entourage of Cardinal Maurice of Savoy, son of the Duke. This phaenomenon can also be explained by the fact thatin many ceremonial occasion both the musical bodies were called to take part. Among the chorists personifying this interdependence Laudilio Vignati, Pietro Michele Carrozzano, Michele Antonio Borgarello, Angelo Barbarino, Claudio Viano, Antonio Buccafuoco, Michel Angelo Brunerio, Filiberto Ghigo; among the instrumentist the organist Pietro Gallacia, the trombonist Giovanni Giacomo Torriano, the violone player Antonio Burdese. Special attention goes to Innocenzo Somis, at the beginning soprano at the Cathedral and then violone player in both the chapels: he was the first member of the renown violinist dynasty.
Subsidia musicologica. Studi in onore di Alberto Basso per il suo 85° compleanno
Libreria Musicale Italiana
Le Chevalier Errant. Studi sulla musica degli Antichi Stati Sabaudi e del Piemonte
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978-88-7096-881-1
http://www.academia.edu/31533989/La_musica_nella_cattedrale_di_Torino_nella_prima_metà_del_Seicento
Baldi, Stefano
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