Benché finora non trattato approfonditamente da alcuno, il tema del rapporto tra Gozzano e la musica non manca di materiale, sia per quanto riguarda la biografia del letterato, sia per via dei riferimenti alla musica nelle sue opere. Nel presente saggio si ricostruiscono due episodi di collaborazione tra Gozzano e i musicisti. Nel primo caso il concerto ‘Echi di musiche antiche’ che le sorelle Alina e Silvia Zanardini tennero al Liceo Musicale (oggi Conservatorio) di Torino il 18 novembre 1914, in cui venne letta la poesia di Gozzano 'Prologo', espressamente scritta per quell’occasione, e vennero eseguite - ricreando con la scenografia ambientazioni d’epoca - arie di Giovanni Battista Mazzaferrata, Francesco Cavalli, Alessandro Scarlatti, Tommaso Traetta, Felice Blangini ('La vieille': «C’est une misère, que nos jeunes gens»), André Grétry, Pierre Gaveau, Nicolas Dalayrac e Madame de Gail, vale a dire Edmeé Sophie Gail nata Garre: si tratta di pagine d’album con tutta probabilità tratte dalle 'Arie antiche' antologizzate da Alessandro Parisotti e dagli 'Échos de France', selezionate con un gusto che ben si addiceva alla poetica di Gozzano, tesa a ‘far rivivere’ le opere d’arte del passato. Anzi, solamente la musica fa vivere nuovamente le cose passate e questo colpisce profondamente il pensiero del poeta. Se al tempo in Italia si stava formando una imperfetta coscienza musicologica, ben più moderna pare paradossalmente essere l’operazione delle Zanardini e di Gozzano, che mirava ad allestire l’obsoleto in maniera apertamente programmatica. La serata fu recensita da Guido M. Gatti su “La Riforma Musicale”: fu molto probabilmente l’occasione che lo portò a conoscere Gozzano e a suggerire alle Zanardini il nome del giovane Giorgio Federico Ghedini come compositore di una musica originale per il poemetto 'Carolina di Savoia', che il poeta scrisse sempre per le Zanardini. Viene esaminata la musica di 'Carolina di Savoja' di Ghedini, per voce e quartetto d’archi, conservata manoscritta presso la Biblioteca del Conservatorio di Musica di Milano: nella prima parte il componimento di Gozzano è il testo che la voce recitante legge accompagnata da un quartetto d’archi (melologo); nella seconda parte la voce intona la melodia popolare 'La bela Madamin' (già raccolta da Costantino Nigra). Vengono dati due esempi musicali in trascrizione. Influenzato dal formalismo della musica tedesca tardoromantica, Ghedini è senza dubbio anche condizionato da un poeta tanto metrico e strofico: ne sorge quindi un procedimento compositivo modulare, cui Ghedini ricorrerà anche in opere della maturità. 'Carolina di Savoja' ebbe la sua prima esecuzione a Treviso il 3 marzo 1915 (il 6 maggio successivo la replica a Palazzo Chiablese a Torino). In chiusura alcune considerazioni su qualche aspetto di analogia di 'Ibant magi', composto da Ghedini poco tempo dopo, con 'Carolina di Savoja'.

Due collaborazioni di Gozzano con i musicisti: il concerto Echi di musiche antiche delle sorelle Zanardini e Carolina di Savoja di Giorgio Federico Ghedini

Baldi, Stefano
2017

Abstract

Benché finora non trattato approfonditamente da alcuno, il tema del rapporto tra Gozzano e la musica non manca di materiale, sia per quanto riguarda la biografia del letterato, sia per via dei riferimenti alla musica nelle sue opere. Nel presente saggio si ricostruiscono due episodi di collaborazione tra Gozzano e i musicisti. Nel primo caso il concerto ‘Echi di musiche antiche’ che le sorelle Alina e Silvia Zanardini tennero al Liceo Musicale (oggi Conservatorio) di Torino il 18 novembre 1914, in cui venne letta la poesia di Gozzano 'Prologo', espressamente scritta per quell’occasione, e vennero eseguite - ricreando con la scenografia ambientazioni d’epoca - arie di Giovanni Battista Mazzaferrata, Francesco Cavalli, Alessandro Scarlatti, Tommaso Traetta, Felice Blangini ('La vieille': «C’est une misère, que nos jeunes gens»), André Grétry, Pierre Gaveau, Nicolas Dalayrac e Madame de Gail, vale a dire Edmeé Sophie Gail nata Garre: si tratta di pagine d’album con tutta probabilità tratte dalle 'Arie antiche' antologizzate da Alessandro Parisotti e dagli 'Échos de France', selezionate con un gusto che ben si addiceva alla poetica di Gozzano, tesa a ‘far rivivere’ le opere d’arte del passato. Anzi, solamente la musica fa vivere nuovamente le cose passate e questo colpisce profondamente il pensiero del poeta. Se al tempo in Italia si stava formando una imperfetta coscienza musicologica, ben più moderna pare paradossalmente essere l’operazione delle Zanardini e di Gozzano, che mirava ad allestire l’obsoleto in maniera apertamente programmatica. La serata fu recensita da Guido M. Gatti su “La Riforma Musicale”: fu molto probabilmente l’occasione che lo portò a conoscere Gozzano e a suggerire alle Zanardini il nome del giovane Giorgio Federico Ghedini come compositore di una musica originale per il poemetto 'Carolina di Savoia', che il poeta scrisse sempre per le Zanardini. Viene esaminata la musica di 'Carolina di Savoja' di Ghedini, per voce e quartetto d’archi, conservata manoscritta presso la Biblioteca del Conservatorio di Musica di Milano: nella prima parte il componimento di Gozzano è il testo che la voce recitante legge accompagnata da un quartetto d’archi (melologo); nella seconda parte la voce intona la melodia popolare 'La bela Madamin' (già raccolta da Costantino Nigra). Vengono dati due esempi musicali in trascrizione. Influenzato dal formalismo della musica tedesca tardoromantica, Ghedini è senza dubbio anche condizionato da un poeta tanto metrico e strofico: ne sorge quindi un procedimento compositivo modulare, cui Ghedini ricorrerà anche in opere della maturità. 'Carolina di Savoja' ebbe la sua prima esecuzione a Treviso il 3 marzo 1915 (il 6 maggio successivo la replica a Palazzo Chiablese a Torino). In chiusura alcune considerazioni su qualche aspetto di analogia di 'Ibant magi', composto da Ghedini poco tempo dopo, con 'Carolina di Savoja'.
«L'immagine di me voglio che sia». Guido Gozzano cento anni dopo, convegno internazionale (Torino, 27-29 ottobre 2016)
Dell'Orso
Levia Gravia
19
251
274
978-88-6274-801-8
Guido Gozzano, Giorgio Federico Ghedini, Guido M. Gatti, Alina e Silvia Zanardini, Poesia e musica, Estetica musicale, Musica a Torino nel primo Novecento
Baldi, Stefano
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/2318/1706459
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