Dopo aver passato in rassegna la fase giovanile della vita di Ruggero Trofeo - organista in Santa Barbara a Mantova e poi a Milano, compositore di Canzonette e musica strumentale, accennando all’episodio di una grave lite con Vincenzo Gonzaga - l’articolo presenta i risultati di una ricerca d’archivio, volta a ricostruire gli anni trascorsi da Trofeo a TOrino, pubblicando la trascrizione dei documenti in appendice. Nella capitale del Ducato di Savoia infatti egli giunse alla metà della prima decade del Seicento e con patente del 21 ottobre 1607 il duca Carlo Emanuele I lo assunse come “organista Musico nostro ordinario di camera”, senza che ciò lo distogliesse dall’incarico di maestro di cappella nel Duomo di Torino, che sarebbe durato fino alla morte (1614). Si ricavano poi informazioni sul decennio torinese dall’epistolario di Girolamo Borsieri: pare che abbia attraversato anni infelici dal punto di vista familiare e psicologico. A Trofeo fu chiesto di contribuire all’accompagnamento musicale degli spettacoli di corte, ma non vi è evidenza che ciò sia avvenuto, forse per tali problemi personali. E’ invece recentemente emerso che questo compositore finora noto per la sua sola produzione profana abbia composto in questo decennio musica sacra, in particolare due mottetti custoditi presso l’Archivio Capitolare di Vercelli, Domine quando veneris e Circumdederunt me dolores mortis, che sono interamente trascritti in notazione moderna in appendice. In essa l’ispirazione di Trofeo si tinge di venature malinconiche. Il linguaggio musicale ricorre alle soluzioni della teoria degli affetti, ma vi sono passaggi da cui emerge un significato di dolore e pentimento ben oltre le convenzioni. Una nota è dedicata a suo figlio, Giovanni Grisostomo, organista nel Duomo di Torino dal 1619 al 1631-1632, biennio in cui comparve anche come maestro di cappella nella medesima istituzione. Era già anche impiegato nella corte ducale nel 1620, anno del dono di un supplemento rispetto al suo stipendio (un ulteriore dono nel 1622): la sua carriera sarebbe proseguita a corte; si ricorda ancora un suo sensazionale concerto all’organo della Chiesa dei Santi Martiri nel 1656 per la venuta di Cristina di Svezia a Torino. Ruggero Trofeo: a musician ‘born under Saturn’? After having reviewed the youth period of Ruggero Trofeo’s life - organist in Santa Barbara in Mantua and then in Milan, composer of Canzonette and instrumental music, along with hinting at the episode of a serious dispute with Vincenzo Gonzaga - the article presents the results of an archive research, aiming to reconstruct the years spent by Trofeo in Turin and publishing the transcription of the documents in the appendix. In fact, in the capital of the Duchy of Savoy he arrived in the middle of the first decade of the 17th century and with a ‘patente’ (21 October 1607) the duke Carlo Emanuele I hired him as "our ordinary organist musician ‘di camera’", without that distracting him from the position of master chapel in the Cathedral of Turin, which would last until his death (1614). Some informations about the Turin decade are obtained from the correspondence of Girolamo Borsieri: it seems that he has gone through unhappy years, from a familiar and psychological point of view. Trofeo was asked to contribute to the musical accompaniment of musical performances at the court, but there is no evidence that this happened, perhaps due to such personal problems. Instead it has recently emerged that this composer hitherto known only for his profane production composed sacred music in this decade, in particular two motets in the Capitular Archive of Vercelli, ‘Domine quando veneris’ and ‘Circumdederunt me dolores mortis’, that are entirely transcribed in modern notation in the appendix. In them, the inspiration of Trofeo becomes more melancholic. The musical language applies solutions from ‘Affektlehre’, but there are passages from which emerge a meaning of pain and regret far beyond conventions. A note is dedicated to his son, Giovanni Grisostomo, organist in the Cathedral of Turin from 1619 to 1631-1632, two years when he also appeared as a maestro di cappella in the same institution. He was also already employed in the ducal court in 1620, the year of the gift of a supplement to his salary (a further gift in 1622): his career would have continued at court; the chronicles remember a sensational concert at the organ of the Church of the Holy Martyrs in 1656 for the arrival of Christine of Sweden in Turin.

Ruggero Trofeo, un musico nato sotto Saturno?

Baldi, Stefano
2019

Abstract

Dopo aver passato in rassegna la fase giovanile della vita di Ruggero Trofeo - organista in Santa Barbara a Mantova e poi a Milano, compositore di Canzonette e musica strumentale, accennando all’episodio di una grave lite con Vincenzo Gonzaga - l’articolo presenta i risultati di una ricerca d’archivio, volta a ricostruire gli anni trascorsi da Trofeo a TOrino, pubblicando la trascrizione dei documenti in appendice. Nella capitale del Ducato di Savoia infatti egli giunse alla metà della prima decade del Seicento e con patente del 21 ottobre 1607 il duca Carlo Emanuele I lo assunse come “organista Musico nostro ordinario di camera”, senza che ciò lo distogliesse dall’incarico di maestro di cappella nel Duomo di Torino, che sarebbe durato fino alla morte (1614). Si ricavano poi informazioni sul decennio torinese dall’epistolario di Girolamo Borsieri: pare che abbia attraversato anni infelici dal punto di vista familiare e psicologico. A Trofeo fu chiesto di contribuire all’accompagnamento musicale degli spettacoli di corte, ma non vi è evidenza che ciò sia avvenuto, forse per tali problemi personali. E’ invece recentemente emerso che questo compositore finora noto per la sua sola produzione profana abbia composto in questo decennio musica sacra, in particolare due mottetti custoditi presso l’Archivio Capitolare di Vercelli, Domine quando veneris e Circumdederunt me dolores mortis, che sono interamente trascritti in notazione moderna in appendice. In essa l’ispirazione di Trofeo si tinge di venature malinconiche. Il linguaggio musicale ricorre alle soluzioni della teoria degli affetti, ma vi sono passaggi da cui emerge un significato di dolore e pentimento ben oltre le convenzioni. Una nota è dedicata a suo figlio, Giovanni Grisostomo, organista nel Duomo di Torino dal 1619 al 1631-1632, biennio in cui comparve anche come maestro di cappella nella medesima istituzione. Era già anche impiegato nella corte ducale nel 1620, anno del dono di un supplemento rispetto al suo stipendio (un ulteriore dono nel 1622): la sua carriera sarebbe proseguita a corte; si ricorda ancora un suo sensazionale concerto all’organo della Chiesa dei Santi Martiri nel 1656 per la venuta di Cristina di Svezia a Torino. Ruggero Trofeo: a musician ‘born under Saturn’? After having reviewed the youth period of Ruggero Trofeo’s life - organist in Santa Barbara in Mantua and then in Milan, composer of Canzonette and instrumental music, along with hinting at the episode of a serious dispute with Vincenzo Gonzaga - the article presents the results of an archive research, aiming to reconstruct the years spent by Trofeo in Turin and publishing the transcription of the documents in the appendix. In fact, in the capital of the Duchy of Savoy he arrived in the middle of the first decade of the 17th century and with a ‘patente’ (21 October 1607) the duke Carlo Emanuele I hired him as "our ordinary organist musician ‘di camera’", without that distracting him from the position of master chapel in the Cathedral of Turin, which would last until his death (1614). Some informations about the Turin decade are obtained from the correspondence of Girolamo Borsieri: it seems that he has gone through unhappy years, from a familiar and psychological point of view. Trofeo was asked to contribute to the musical accompaniment of musical performances at the court, but there is no evidence that this happened, perhaps due to such personal problems. Instead it has recently emerged that this composer hitherto known only for his profane production composed sacred music in this decade, in particular two motets in the Capitular Archive of Vercelli, ‘Domine quando veneris’ and ‘Circumdederunt me dolores mortis’, that are entirely transcribed in modern notation in the appendix. In them, the inspiration of Trofeo becomes more melancholic. The musical language applies solutions from ‘Affektlehre’, but there are passages from which emerge a meaning of pain and regret far beyond conventions. A note is dedicated to his son, Giovanni Grisostomo, organist in the Cathedral of Turin from 1619 to 1631-1632, two years when he also appeared as a maestro di cappella in the same institution. He was also already employed in the ducal court in 1620, the year of the gift of a supplement to his salary (a further gift in 1622): his career would have continued at court; the chronicles remember a sensational concert at the organ of the Church of the Holy Martyrs in 1656 for the arrival of Christine of Sweden in Turin.
Subsidia musicologica 2
Libreria Musicale Italiana
3
55
Baldi, Stefano
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/2318/1707447
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