Partendo dalla menzione di Ovidio nelle Silvae come autore delle Metamorfosi, si studiano alcuni aspetti della poetica ovidiana di Stazio in relazione al tema della metamorfosi. Il lemma per Ovidio nel catalogo di Silvae 2, 7 è un esercizio di arte allusiva e di acume critico, che commenta il rapporto tra Metamorfosi e De rerum natura; in più, è un esercizio di stile ovidiano, che esemplifica nel corpo della scrittura il tema del mutamento, con gli effetti di un linguaggio a sorpresa. La quasi-metamorfosi di Silvae 2, 3 è riconosciuta da Hardie come un saggio di poetica ovidiana e, come mostrano studi recenti, Ovidio informa la poetica delle Silvae con la sua estetica della sorpresa, la retorica della meraviglia, l'intertestualità paradossale – che distorce testi dello stesso Ovidio con gusto ovidiano della provocazione allusiva. Visualità e spettacolo sono alla base di questa poesia ecfrastica, che, in Silvae 3, 1, modella la ‘metamorfosi’ del tempio di Ercole nella villa di Pollio Felice sul miracolo della capanna di Filemone e Bauci, mutata in tempio in met. 8. Spettacolo della metamorfosi e illusioni della scrittura dominano l'Achilleide, incentrata sul corpo in mutamento dell'eroe: un epos ovidianissimo, che, nella descrizione illusionistica delle ‘metamorfosi’ e ‘contro-metamorfosi’ di Achille, ricrea il gioco ovidiano dell'ambiguità, lo ‘spettacolo della metamorfosi’, e la ‘poetica dell'illusione’ – l'illusione del lettore.

‘Et qui corpora prima transfigurat’. La poetica ovidiana di Stazio

Federica Bessone
2019

Abstract

Partendo dalla menzione di Ovidio nelle Silvae come autore delle Metamorfosi, si studiano alcuni aspetti della poetica ovidiana di Stazio in relazione al tema della metamorfosi. Il lemma per Ovidio nel catalogo di Silvae 2, 7 è un esercizio di arte allusiva e di acume critico, che commenta il rapporto tra Metamorfosi e De rerum natura; in più, è un esercizio di stile ovidiano, che esemplifica nel corpo della scrittura il tema del mutamento, con gli effetti di un linguaggio a sorpresa. La quasi-metamorfosi di Silvae 2, 3 è riconosciuta da Hardie come un saggio di poetica ovidiana e, come mostrano studi recenti, Ovidio informa la poetica delle Silvae con la sua estetica della sorpresa, la retorica della meraviglia, l'intertestualità paradossale – che distorce testi dello stesso Ovidio con gusto ovidiano della provocazione allusiva. Visualità e spettacolo sono alla base di questa poesia ecfrastica, che, in Silvae 3, 1, modella la ‘metamorfosi’ del tempio di Ercole nella villa di Pollio Felice sul miracolo della capanna di Filemone e Bauci, mutata in tempio in met. 8. Spettacolo della metamorfosi e illusioni della scrittura dominano l'Achilleide, incentrata sul corpo in mutamento dell'eroe: un epos ovidianissimo, che, nella descrizione illusionistica delle ‘metamorfosi’ e ‘contro-metamorfosi’ di Achille, ricrea il gioco ovidiano dell'ambiguità, lo ‘spettacolo della metamorfosi’, e la ‘poetica dell'illusione’ – l'illusione del lettore.
Dopo Ovidio. Aspetti dell'evoluzione del sistema letterario nella Roma imperiale (e oltre)
Mimesis
Eterotopie
607
53
70
9788857561189
Stazio, ricezione di Ovidio, Silvae, Achilleide, Metamorfosi; Achille, ambiguità, ambiguus, illusione/illusionismo/poetica dell'illusione, imago, Iphis/Ifide, mirum/retorica della meraviglia, Pigmalione, quasi-metamorfosi, sorpresa/estetica della sorpresa/linguaggio a sorpresa, spettacolo, Teti.
Federica Bessone
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/2318/1719180
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