Il contributo prende in esame l'ipotesi per cui la Philosophy for Children (p4c) possa essere interpretata come una pratica di apprendimento trasformativo, declinandosi come una possibile forma di educazione interculturale. Analizza in quali termini la comunità di ricerca filosofica (CdRf), nucleo metodologico della proposta di Matthew Lipman, può essere concepita come luogo di interazione trasformativa. Per sviluppare questa tesi ci si sofferma su una particolare teoria di apprendimento trasformativo, quella elaborata da Jack Mazirow, sottolineando alcune analogie con la p4c. Per meglio svolgere questo parallelismo è utile focalizzare l'attenzione sulle dimensioni del pensiero che la Philosophy for Children si prefigge di coltivare e, sul versante metodologico della pratica, indagare come le quattro fasi operative attraverso le quali si realizza – testo-pretesto, formulazione delle domande, dialogo, conclusione metariflessiva – possano funzionare nel quadro della teoria trasformativa. In conclusione si suggerisce e si sostiene la tesi per cui nella misura in cui la comunità di ricerca è un contesto di interazioni trasformative può essere considerata una pratica di educazione interculturale.
L’educazione interculturale tra Philosophy for Children e apprendimento trasformativo
Nicolò Valenzano
2019-01-01
Abstract
Il contributo prende in esame l'ipotesi per cui la Philosophy for Children (p4c) possa essere interpretata come una pratica di apprendimento trasformativo, declinandosi come una possibile forma di educazione interculturale. Analizza in quali termini la comunità di ricerca filosofica (CdRf), nucleo metodologico della proposta di Matthew Lipman, può essere concepita come luogo di interazione trasformativa. Per sviluppare questa tesi ci si sofferma su una particolare teoria di apprendimento trasformativo, quella elaborata da Jack Mazirow, sottolineando alcune analogie con la p4c. Per meglio svolgere questo parallelismo è utile focalizzare l'attenzione sulle dimensioni del pensiero che la Philosophy for Children si prefigge di coltivare e, sul versante metodologico della pratica, indagare come le quattro fasi operative attraverso le quali si realizza – testo-pretesto, formulazione delle domande, dialogo, conclusione metariflessiva – possano funzionare nel quadro della teoria trasformativa. In conclusione si suggerisce e si sostiene la tesi per cui nella misura in cui la comunità di ricerca è un contesto di interazioni trasformative può essere considerata una pratica di educazione interculturale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.