Questa ricerca parte dall’ipotesi che la posizione occupata da Eusebio nella traiettoria storica che portò nel volgere di poco più di una generazione allo sviluppo dei loca sancta/sanctorum possa essere meglio messa a fuoco concentrandosi su un periodo preciso - gli anni che separano il cosiddetto editto di Milano dal Concilio di Nicea- e su un gruppo di opere che raramente sono state messe in dialogo e valorizzate come meritano: la Dimostrazione evangelica, il Panegirico pronunciato per la dedicazione della Chiesa di Tiro, l’Onomasticon e i Martiri della Palestina. Gli studi su Eusebio ritengono che egli abbia cambiato atteggiamento nei riguardi dei loca sancta, soltanto a partire dagli anni 30 del IV sec.; l’analisi di queste opere mostra invece come la sua riflessione su spazio sacro, luoghi e memorie bibliche sia presente già da prima. Contenuto 1. Il problema- 2. La Dimostrazione evangelica (=DE): un «culto in spirito e verità» ( Gv 4,21)? 3. Spazio sacro/ testo sacro : il Panegirico per la ricostruzione della chiesa di Tiro- 3.1. La datazione, contenuti e status quaestionis 3.2. Il Panegirico e il concetto di sacro secondo Mircea Eliade 3.3. Un diverso modello interpretativo del sacro -4. Onomasticon: la Palestina biblica 4.1. Contenuto, datazione, fonti. 4.2 L’importanza di ciò « che viene mostrato ancora ora» 4.3 Eusebio e Gerusalemme -5. I Martiri della Palestina : un nuovo tipo di patriottismo 5.1 «How on Earth Could Places Become Holy? »5.2. I martiri della Palestina.- 6. Conclusioni This article takes as its starting point the hypothesis that the role played by Eusebius of Casarea in the historical process leading to the development of the loca sancta/sanctorum in little more than a generation can be better understood by focusing on the years between the ‘Edict of Milan and the Council of Nicaea as well on a group of works that have rarely been correlated and appropriately valued: the Demonstratio Evangelica, the Panegyric held in Tyre, the Onomasticon and the Martyrs of Palestine. Scholars insist that Eusebius changed his attitude towards the loca sancta starting the 30s of IV century. The analysis of these works shows instead that no such change actually occurred, and that Eusebius’thought on sacred space and ‘holy’ places connected to biblical memories were consistent thought the years . Content: 1. Introduction 2. Demonstratio evangelica: a worship “in spirit and truth” (John 4, 23)? 3. Sacred space/sacred text : the Panegyric at Tyre 3.1 Date, contents et status quaestionis. 3.2 The Panegyric and the sacred according to Mircea Eliade. 3.3 … and according to Jonathan Z. Smith. 4. Onomasticon: the biblical Palestine 4.1 Content, date, sources 4.2 The focus on “what is still shown now” 4.3 Eusebius and Jerusalem. 5. The Martyrs of Palestine: date, content 5.1 «How on Earth Could Places Become Holy?» 5.2 The Martyrs of Palestine: a new kind of patriotism. 6. Conclusion.

Eusebio di Cesarea, Gerusalemme e la Palestina

Adele Monaci
2018-01-01

Abstract

Questa ricerca parte dall’ipotesi che la posizione occupata da Eusebio nella traiettoria storica che portò nel volgere di poco più di una generazione allo sviluppo dei loca sancta/sanctorum possa essere meglio messa a fuoco concentrandosi su un periodo preciso - gli anni che separano il cosiddetto editto di Milano dal Concilio di Nicea- e su un gruppo di opere che raramente sono state messe in dialogo e valorizzate come meritano: la Dimostrazione evangelica, il Panegirico pronunciato per la dedicazione della Chiesa di Tiro, l’Onomasticon e i Martiri della Palestina. Gli studi su Eusebio ritengono che egli abbia cambiato atteggiamento nei riguardi dei loca sancta, soltanto a partire dagli anni 30 del IV sec.; l’analisi di queste opere mostra invece come la sua riflessione su spazio sacro, luoghi e memorie bibliche sia presente già da prima. Contenuto 1. Il problema- 2. La Dimostrazione evangelica (=DE): un «culto in spirito e verità» ( Gv 4,21)? 3. Spazio sacro/ testo sacro : il Panegirico per la ricostruzione della chiesa di Tiro- 3.1. La datazione, contenuti e status quaestionis 3.2. Il Panegirico e il concetto di sacro secondo Mircea Eliade 3.3. Un diverso modello interpretativo del sacro -4. Onomasticon: la Palestina biblica 4.1. Contenuto, datazione, fonti. 4.2 L’importanza di ciò « che viene mostrato ancora ora» 4.3 Eusebio e Gerusalemme -5. I Martiri della Palestina : un nuovo tipo di patriottismo 5.1 «How on Earth Could Places Become Holy? »5.2. I martiri della Palestina.- 6. Conclusioni This article takes as its starting point the hypothesis that the role played by Eusebius of Casarea in the historical process leading to the development of the loca sancta/sanctorum in little more than a generation can be better understood by focusing on the years between the ‘Edict of Milan and the Council of Nicaea as well on a group of works that have rarely been correlated and appropriately valued: the Demonstratio Evangelica, the Panegyric held in Tyre, the Onomasticon and the Martyrs of Palestine. Scholars insist that Eusebius changed his attitude towards the loca sancta starting the 30s of IV century. The analysis of these works shows instead that no such change actually occurred, and that Eusebius’thought on sacred space and ‘holy’ places connected to biblical memories were consistent thought the years . Content: 1. Introduction 2. Demonstratio evangelica: a worship “in spirit and truth” (John 4, 23)? 3. Sacred space/sacred text : the Panegyric at Tyre 3.1 Date, contents et status quaestionis. 3.2 The Panegyric and the sacred according to Mircea Eliade. 3.3 … and according to Jonathan Z. Smith. 4. Onomasticon: the biblical Palestine 4.1 Content, date, sources 4.2 The focus on “what is still shown now” 4.3 Eusebius and Jerusalem. 5. The Martyrs of Palestine: date, content 5.1 «How on Earth Could Places Become Holy?» 5.2 The Martyrs of Palestine: a new kind of patriotism. 6. Conclusion.
2018
24
371
397
Eusebio di Cesarea, Gerusalemme, Palestina, Terra santa, culto dei martiri
Adele Monaci
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