Abstract. The present work studies the communicative impairment in subjects with closed head injury (CHI) within the framework of a communicative competence theory. We hypothesize that the metacognitive deficit caused by CHI trauma impairs some communicative functions such as the ability to use of an inferential metalevel, and the ability to deal with communicative information in absence of syntax. Two groups of CHI subjects, namely 13 and 30, were tested respectively on linguistic and extralinguistic tasks. The main results confirm in both communicative modalities a significant gap between the ability to deal with communicative acts that require the inferential metalevel (not standard acts, such as deception and irony) and that do not require it (standard acts, such as directs and indirects). Moreover, the main difference between linguistic and extralinguistic communication resides in the presence of a syntactic guide: extralinguistic communicative comprehension rests wholly on the subject’s logical, inferential and integrative capacities. In patients who lack them, such as CHI patients, it implies a significant loss of extralinguistic communicative ability. Riassunto. Il lavoro indaga la competenza comunicativa in due gruppi di soggetti con trauma cranio-encefalico (TCE) chiuso. L’obiettivo è di testare alcune predizioni tratte da una teoria della pragmatica. La nostra ipotesi è che questo tipo di trauma causi un deficit delle capacità metacognitive che si riflette in modo specifico sulle funzioni comunicative, in particolare sull’uso di un metalivello inferenziale e sull’abilità ad integrare informazioni comunicative in assenza di sintassi. Abbiamo testato su compiti di comunicazione linguistica ed extralinguistica due gruppi di pazienti con TCE chiuso composti da 13 e 30 pazienti. I risultati principali confermano per entrambe le modalità comunicative l’esistenza di uno iato significativo tra gli atti che richiedono l’intervento di un metalivello inferenziale (atti non standard, come inganno e ironia) e quelli che non lo richiedono (atti standard, come diretti e indiretti). Inoltre, evidenziano come la differenza principale tra comunicazione linguistica ed extralinguistica risieda nella presenza o assenza di una guida sintattica; ciò comporta che nella comunicazione extralinguistica la comprensione gravi interamente sulle capacità logiche, inferenziali ed integrative del soggetto. In pazienti come i nostri, ciò corrisponde a un significativo calo della capacità di comprensione.

Competenza linguistica ed extralinguistica nel trauma cranio-encefalico chiuso.

ADENZATO, Mauro;BARA, Bruno Giuseppe;CUTICA, Ilaria;TIRASSA, Maurizio
2002

Abstract

Abstract. The present work studies the communicative impairment in subjects with closed head injury (CHI) within the framework of a communicative competence theory. We hypothesize that the metacognitive deficit caused by CHI trauma impairs some communicative functions such as the ability to use of an inferential metalevel, and the ability to deal with communicative information in absence of syntax. Two groups of CHI subjects, namely 13 and 30, were tested respectively on linguistic and extralinguistic tasks. The main results confirm in both communicative modalities a significant gap between the ability to deal with communicative acts that require the inferential metalevel (not standard acts, such as deception and irony) and that do not require it (standard acts, such as directs and indirects). Moreover, the main difference between linguistic and extralinguistic communication resides in the presence of a syntactic guide: extralinguistic communicative comprehension rests wholly on the subject’s logical, inferential and integrative capacities. In patients who lack them, such as CHI patients, it implies a significant loss of extralinguistic communicative ability. Riassunto. Il lavoro indaga la competenza comunicativa in due gruppi di soggetti con trauma cranio-encefalico (TCE) chiuso. L’obiettivo è di testare alcune predizioni tratte da una teoria della pragmatica. La nostra ipotesi è che questo tipo di trauma causi un deficit delle capacità metacognitive che si riflette in modo specifico sulle funzioni comunicative, in particolare sull’uso di un metalivello inferenziale e sull’abilità ad integrare informazioni comunicative in assenza di sintassi. Abbiamo testato su compiti di comunicazione linguistica ed extralinguistica due gruppi di pazienti con TCE chiuso composti da 13 e 30 pazienti. I risultati principali confermano per entrambe le modalità comunicative l’esistenza di uno iato significativo tra gli atti che richiedono l’intervento di un metalivello inferenziale (atti non standard, come inganno e ironia) e quelli che non lo richiedono (atti standard, come diretti e indiretti). Inoltre, evidenziano come la differenza principale tra comunicazione linguistica ed extralinguistica risieda nella presenza o assenza di una guida sintattica; ciò comporta che nella comunicazione extralinguistica la comprensione gravi interamente sulle capacità logiche, inferenziali ed integrative del soggetto. In pazienti come i nostri, ciò corrisponde a un significativo calo della capacità di comprensione.
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ADENZATO M.; BARA B.G.; CUTICA I.; M. TIRASSA
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