L’articolo analizza partitamente la poesia montaliana «Quasi una fantasia», nella convinzione che tale lirica rappresenti uno dei capisaldi del côté euforico degli «Ossi di seppia». Attraverso numerosi rimandi intertestuali, si mostra come Montale riesca a incidere nelle curve del paesaggio un discorso ricco di armoniche e una vivida palingenesi, con l’io lirico che passa da una scipita routine alla fede in un amore rigenerante di matrice dantesca.

L’«arazzo» e la «luce». Lettura di «Quasi una fantasia»

Matteo Sarni
2020-01-01

Abstract

L’articolo analizza partitamente la poesia montaliana «Quasi una fantasia», nella convinzione che tale lirica rappresenti uno dei capisaldi del côté euforico degli «Ossi di seppia». Attraverso numerosi rimandi intertestuali, si mostra come Montale riesca a incidere nelle curve del paesaggio un discorso ricco di armoniche e una vivida palingenesi, con l’io lirico che passa da una scipita routine alla fede in un amore rigenerante di matrice dantesca.
2020
XLVIII (187)
2
319
334
Eugenio Montale; Ossi di seppia; Quasi una fantasia; Ludwig van Beethoven; sonata opera 27 numero 2; metrica; Dante Alighieri; Commedia; ἀγάπη; routine; rinascita; epifania; magia bianca; osso di seppia; filtro d'amore; Edoardo Calandra; La bufera; William Wordsworth, Emilio Cecchi; arazzo; «invisibile luce»; Bibbia; Dio; moto centripeto; moto centrifugo; polo uranico; polo ctonio
Matteo Sarni
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