L’articolo ricostruisce con nuovi documenti archivistici, recentemente messi a disposizione del pubblico, le celebrazioni organizzate nel 1906 per il trentennale dell’insegnamento torinese di Cesare Lombroso e i funerali del padre dell’antropologia criminale, avvenuti tre anni più tardi. Per quanto riguarda il primo evento, attraverso l’analisi del dibattito in Consiglio comunale e della corrispondenza scambiata tra Lombroso e le autorità locali, emerge la dimensione “di parte” del personaggio celebrato (ebreo, materialista e socialista), al di là del carattere ufficiale delle celebrazioni, mentre la lettura della corrispondenza inviata da ammiratori e discepoli in quell’occasione permette di evidenziare il forte radicamento che le idee lombrosiane ebbero tra studiosi e personaggi politici dell’Italia del Sud, cosa che pone sotto una luce nuova le polemiche, più volte ripetutesi nel tempo, sul presunto razzismo antimeridionale di Lombroso. Anche la ricostruzione della gestione della morte e dei funerali di Lombroso, nel 1909, conferma il carattere di alterità del personaggio rispetto alla classe dirigente dell’epoca. Nello scegliere per sé la morte laica dello scienziato, riallacciandosi a una tradizione minoritaria ma radicata nella cultura positivista, Lombroso ribadì il suo essere un personaggio controcorrente.
Célébrer Cesare Lombroso (1906-1909). Jubilé et funérailles du père de l'anthropologie criminelle
Silvano Montaldo
2020-01-01
Abstract
L’articolo ricostruisce con nuovi documenti archivistici, recentemente messi a disposizione del pubblico, le celebrazioni organizzate nel 1906 per il trentennale dell’insegnamento torinese di Cesare Lombroso e i funerali del padre dell’antropologia criminale, avvenuti tre anni più tardi. Per quanto riguarda il primo evento, attraverso l’analisi del dibattito in Consiglio comunale e della corrispondenza scambiata tra Lombroso e le autorità locali, emerge la dimensione “di parte” del personaggio celebrato (ebreo, materialista e socialista), al di là del carattere ufficiale delle celebrazioni, mentre la lettura della corrispondenza inviata da ammiratori e discepoli in quell’occasione permette di evidenziare il forte radicamento che le idee lombrosiane ebbero tra studiosi e personaggi politici dell’Italia del Sud, cosa che pone sotto una luce nuova le polemiche, più volte ripetutesi nel tempo, sul presunto razzismo antimeridionale di Lombroso. Anche la ricostruzione della gestione della morte e dei funerali di Lombroso, nel 1909, conferma il carattere di alterità del personaggio rispetto alla classe dirigente dell’epoca. Nello scegliere per sé la morte laica dello scienziato, riallacciandosi a una tradizione minoritaria ma radicata nella cultura positivista, Lombroso ribadì il suo essere un personaggio controcorrente.| File | Dimensione | Formato | |
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