Nicomede Bianchi fu personaggio di primo piano nel contesto del Piemonte risorgimentale. Patriota, esule, cavouriano di ferro, in veste di Direttore dell’Archivio di Stato di Torino si rese artefice, a partire dal 1873, di una eccezionale operazione di nazionalizzazione della monarchia sabauda. Grazie alla collaborazione di Pietro Vayra, allestì nelle sale juvarriane un museo di carte d’archivio allo scopo di dimostrare la teleologia di Casa Savoia. Trattati diplomatici, autografi, manoscritti stavano in mostra per dare un senso sabaudo alla storia d’Italia, dalla piccola patria alla nazione, dove gli atti di dedizione delle antiche province medievali stavano al fianco dei plebisciti del 1860. Lo Statuto e la legge istitutiva del Regno d’Italia del 17 marzo 1861 erano gli “oggetti” più preziosi nella creazione di una nuova liturgia della patria destinata alla borghesia. Con la morte di Bianchi nel 1886 il Museo venne poco per volta smantellato nell’ambito della “riconquista” clerico-moderata dell’archivio. I “tre baroni” studiati da Umberto Levra sentivano la necessità di secretare le carte dei re, non nazionalizzarle. [English] Nicomede Bianchi was a leading figure in the context of Risorgimento Piedmont. Patriot, exile, iron Cavourian, as Director of the State Archives in Turin he was the architect, starting in 1873, of an exceptional operation of nationalisation of the Savoy monarchy. With the collaboration of Pietro Vayra, he set up a museum of archive papers in the Juvarra rooms with the aim of demonstrating the teleology of the House of Savoy. Diplomatic treaties, autographs, manuscripts were on display to give a Savoy sense of the history of Italy, from the small country to the nation, where the acts of dedication of the ancient medieval provinces stood alongside the plebiscites of 1860. The Statute and the founding law of the Kingdom of Italy of 17 March 1861 were the most precious 'objects' in the creation of a new liturgy of the fatherland for the bourgeoisie. With Bianchi's death in 1886, the museum was gradually dismantled as part of the clerical 'reconquest' of the archives. The 'three barons' studied by Umberto Levra felt the need to secrete the kings' papers, not nationalise them.
Una visione politica e dinastica della storia: il museo di Casa Savoia dell’Archivio di Stato di Torino
Pierangelo Gentile
2020-01-01
Abstract
Nicomede Bianchi fu personaggio di primo piano nel contesto del Piemonte risorgimentale. Patriota, esule, cavouriano di ferro, in veste di Direttore dell’Archivio di Stato di Torino si rese artefice, a partire dal 1873, di una eccezionale operazione di nazionalizzazione della monarchia sabauda. Grazie alla collaborazione di Pietro Vayra, allestì nelle sale juvarriane un museo di carte d’archivio allo scopo di dimostrare la teleologia di Casa Savoia. Trattati diplomatici, autografi, manoscritti stavano in mostra per dare un senso sabaudo alla storia d’Italia, dalla piccola patria alla nazione, dove gli atti di dedizione delle antiche province medievali stavano al fianco dei plebisciti del 1860. Lo Statuto e la legge istitutiva del Regno d’Italia del 17 marzo 1861 erano gli “oggetti” più preziosi nella creazione di una nuova liturgia della patria destinata alla borghesia. Con la morte di Bianchi nel 1886 il Museo venne poco per volta smantellato nell’ambito della “riconquista” clerico-moderata dell’archivio. I “tre baroni” studiati da Umberto Levra sentivano la necessità di secretare le carte dei re, non nazionalizzarle. [English] Nicomede Bianchi was a leading figure in the context of Risorgimento Piedmont. Patriot, exile, iron Cavourian, as Director of the State Archives in Turin he was the architect, starting in 1873, of an exceptional operation of nationalisation of the Savoy monarchy. With the collaboration of Pietro Vayra, he set up a museum of archive papers in the Juvarra rooms with the aim of demonstrating the teleology of the House of Savoy. Diplomatic treaties, autographs, manuscripts were on display to give a Savoy sense of the history of Italy, from the small country to the nation, where the acts of dedication of the ancient medieval provinces stood alongside the plebiscites of 1860. The Statute and the founding law of the Kingdom of Italy of 17 March 1861 were the most precious 'objects' in the creation of a new liturgy of the fatherland for the bourgeoisie. With Bianchi's death in 1886, the museum was gradually dismantled as part of the clerical 'reconquest' of the archives. The 'three barons' studied by Umberto Levra felt the need to secrete the kings' papers, not nationalise them.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Museo di Casa Savoia.pdf
Accesso riservato
Tipo di file:
PDF EDITORIALE
Dimensione
263.63 kB
Formato
Adobe PDF
|
263.63 kB | Adobe PDF | Visualizza/Apri Richiedi una copia |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



