Il saggio prende in esame alcuni dei primi esempi del fertile filone dei movies about making movies che, proprio a partire dagli anni Venti, ha attraversato la storia di Hollywood (da "The Extra Girl" del 1923 a "Show People" del 1928). In tutte queste pellicole le protagoniste, movie-struck girls, arrivano a Hollywood in cerca di fortuna: sono ingenue, spesso di umili origini, amano il cinema ma non sanno nulla del suo funzionamento. Si tratta di film con molti punti in comune, costruiti sulle caratteristiche di alcune delle più talentuose attrici del tempo – Mabel Normand, Eleanor Boardman, Colleen Moore, Marion Davies – , in cui si condensano e si riflettono, spesso in chiave parodica, molte delle questioni legate allo stardom femminile: la formazione e progressione professionale delle donne, il loro ruolo nell’industria hollywoodiana, la relazione tra identità reale e finzionale, il rapporto tra lavoro e vita privata, ecc. In particolare, l’intervento si concentrerà sul percorso che conduce le protagoniste a “diventare attrici” e sul momento ricorrente in cui si trovano per la prima volta davanti alla macchina da presa. Per il loro carattere autoriflessivo, questi film offrono interessanti spunti di riflessione sia a proposito del modo in cui il cinema stesso si interroga sulla recitazione cinematografica e le sue specificità (si legga rapporto m.d.p. /soggetto che viene ripreso; emozioni reali vs convenzioni espressive, ecc), sia sulla “messa in scena” del lavoro dell’attore/trice da parte di Hollywood.

Cenerentola ha imparato a recitare. Parabole hollywoodiane (1923-1928)

PIERINI M
2020

Abstract

Il saggio prende in esame alcuni dei primi esempi del fertile filone dei movies about making movies che, proprio a partire dagli anni Venti, ha attraversato la storia di Hollywood (da "The Extra Girl" del 1923 a "Show People" del 1928). In tutte queste pellicole le protagoniste, movie-struck girls, arrivano a Hollywood in cerca di fortuna: sono ingenue, spesso di umili origini, amano il cinema ma non sanno nulla del suo funzionamento. Si tratta di film con molti punti in comune, costruiti sulle caratteristiche di alcune delle più talentuose attrici del tempo – Mabel Normand, Eleanor Boardman, Colleen Moore, Marion Davies – , in cui si condensano e si riflettono, spesso in chiave parodica, molte delle questioni legate allo stardom femminile: la formazione e progressione professionale delle donne, il loro ruolo nell’industria hollywoodiana, la relazione tra identità reale e finzionale, il rapporto tra lavoro e vita privata, ecc. In particolare, l’intervento si concentrerà sul percorso che conduce le protagoniste a “diventare attrici” e sul momento ricorrente in cui si trovano per la prima volta davanti alla macchina da presa. Per il loro carattere autoriflessivo, questi film offrono interessanti spunti di riflessione sia a proposito del modo in cui il cinema stesso si interroga sulla recitazione cinematografica e le sue specificità (si legga rapporto m.d.p. /soggetto che viene ripreso; emozioni reali vs convenzioni espressive, ecc), sia sulla “messa in scena” del lavoro dell’attore/trice da parte di Hollywood.
Cenerentola, Galatea e Pigmalione. Raccontare il divismo femminile nel cinema tra fiaba e mito
Edizioni ETS
FAScinA
9
29
38
9788846760401
http://www.edizioniets.com/scheda.asp?n=9788846760401
RECITAZIONE, HOLLYWOOD, CINEMA MUTO, STARDOM, ATTORE, DIVISMO FEMMINILE
PIERINI M
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