Con la lettera Cum sepe contingat (1219) Onorio III investì l’arcidiacono della cattedrale di Bologna della facoltà di conferire la licentia docendi dopo un esame da parte dei doctores dell’Università di Bologna. Negli Studia generalia italiani, organizzati secondo l’impianto bolognese, la carica di cancelliere, come venne appellata dal Trecento, fu in generale attribuita al vescovo, ma alla sua definizione si giunse con progressione, attraverso l’elaborazione teorica dei giuristi (sviluppata in particolare intorno ai concetti di Studium generale e di licentia ubique docendi) e gli interventi dei poteri universali (papato e impero), poi recepiti nella statuizione universitaria. Il fondamentale ruolo di garante svolto dal cancelliere durante la verifica del candidato alla licenza di insegnare ubique, insieme ad altri compiti assegnatigli in un vasto ambito di questioni che interessarono lo Studio, costituirono le basi per l’indiscusso prestigio del vescovo-cancelliere, definito nelle fonti come «caput Studii principale». With the bull Cum sepe contingat (1219) Honorius III granted the archdeacon of the cathedral of Bologna the faculty to confer the licentia docendi after an examination by the doctors of the University of Bologna. In the Italian Studia generalia, inspired by the Bolognese model, the office of chancellor was generally attributed to the bishop, but this was achieved progressively, through the theoretical elaboration of the jurists (in particular developed around the concepts of Studium generale and licentia ubique docendi) and the interventions of the universal powers (Papacy and Empire), which were later incorporated into the university statutes. The fundamental role of guarantor played by the chancellor during the verification of the candidate for the license to teach ubique, and the other tasks assigned to him in a wide range of aspects concerning the Studium, formed the basis for the undisputed prestige of the bishop-chancellor, who was defined in the sources as «caput Studii principale».

«Caput Studii principale». Le origini del cancelliere e la definizione delle sue funzioni nelle università italiane del medioevo

Paolo Rosso
2021

Abstract

Con la lettera Cum sepe contingat (1219) Onorio III investì l’arcidiacono della cattedrale di Bologna della facoltà di conferire la licentia docendi dopo un esame da parte dei doctores dell’Università di Bologna. Negli Studia generalia italiani, organizzati secondo l’impianto bolognese, la carica di cancelliere, come venne appellata dal Trecento, fu in generale attribuita al vescovo, ma alla sua definizione si giunse con progressione, attraverso l’elaborazione teorica dei giuristi (sviluppata in particolare intorno ai concetti di Studium generale e di licentia ubique docendi) e gli interventi dei poteri universali (papato e impero), poi recepiti nella statuizione universitaria. Il fondamentale ruolo di garante svolto dal cancelliere durante la verifica del candidato alla licenza di insegnare ubique, insieme ad altri compiti assegnatigli in un vasto ambito di questioni che interessarono lo Studio, costituirono le basi per l’indiscusso prestigio del vescovo-cancelliere, definito nelle fonti come «caput Studii principale». With the bull Cum sepe contingat (1219) Honorius III granted the archdeacon of the cathedral of Bologna the faculty to confer the licentia docendi after an examination by the doctors of the University of Bologna. In the Italian Studia generalia, inspired by the Bolognese model, the office of chancellor was generally attributed to the bishop, but this was achieved progressively, through the theoretical elaboration of the jurists (in particular developed around the concepts of Studium generale and licentia ubique docendi) and the interventions of the universal powers (Papacy and Empire), which were later incorporated into the university statutes. The fundamental role of guarantor played by the chancellor during the verification of the candidate for the license to teach ubique, and the other tasks assigned to him in a wide range of aspects concerning the Studium, formed the basis for the undisputed prestige of the bishop-chancellor, who was defined in the sources as «caput Studii principale».
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137
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Storia delle università medievali; Storia del diritto medievale; Storia del papato in età medievale; Licentia ubique docendi; Collegi dottorali; Privilegi di Studia generalia e di licentia ubique docendi; Statuti universitari; Instrumenta laureationis
Paolo Rosso
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