Lo studio analizza come la rappresentazione del Medioevo dalla striografia albanese sia stata plasmata da esigenze politiche e ideologiche, contribuendo a definire il rapporto tra "noi" (Vetja) e "gli altri" (Tjetri). Attraverso un'analisi critica delle fonti storiche e della loro ricezione nel corso del tempo, il libro mostra come la medievistica albanese sia stata ampiamente strumentalizzata per consolidare una specifica visione della storia nazionale. Uno degli aspetti centrali del libro riguarda la costruzione del Medioevo come elemento chiave per legittimare la continuità storica e rafforzare le narrazioni nazionali. Durante il periodo comunista, la ricerca storica è stata influenzata dagli obiettivi dello Stato, che ha presentato il Medioevo albanese come un’epoca di resistenza e di affermazione dell’identità nazionale, esaltando figure eroiche e momenti di conflitto con potenze straniere. Tuttavia, questa lettura non si è esaurita con la fine del regime comunista: anche nelle narrazioni contemporanee, il Medioevo continua a essere reinterpretato in chiave politica e identitaria, contribuendo a delineare un’immagine di popolo storicamente unito e culturalmente omogeneo. Un tema chiave affrontato è il modo in cui la storiografia albanese ha costruito l'"altro", in particolare l'"altro" ottomano, "asiatico", "orientale", raffigurato quasi sempre in chiave negativa. Questa polarizzazione ha influenzato la percezione del passato e ha contribuito alla formazione di una memoria storica selettiva. Nel complesso, "Shpikja e Mesjetës" rappresenta una riflessione critica sulla costruzione della storia e sul suo utilizzo nelle narrazioni identitarie. Essa dimostra come la storia non sia mai neutra e come ogni epoca abbia reinterpretato il Medioevo in base alle proprie esigenze. Attraverso questa analisi, il libro offre strumenti critici per comprendere il legame tra storia, memoria e identità, contribuendo a un dibattito più ampio sulla manipolazione del passato nel presente.

Shpikja e Mesjetës. Vetja dhe Tjetri në medievistikën shqiptare

Doan Dani
2016-01-01

Abstract

Lo studio analizza come la rappresentazione del Medioevo dalla striografia albanese sia stata plasmata da esigenze politiche e ideologiche, contribuendo a definire il rapporto tra "noi" (Vetja) e "gli altri" (Tjetri). Attraverso un'analisi critica delle fonti storiche e della loro ricezione nel corso del tempo, il libro mostra come la medievistica albanese sia stata ampiamente strumentalizzata per consolidare una specifica visione della storia nazionale. Uno degli aspetti centrali del libro riguarda la costruzione del Medioevo come elemento chiave per legittimare la continuità storica e rafforzare le narrazioni nazionali. Durante il periodo comunista, la ricerca storica è stata influenzata dagli obiettivi dello Stato, che ha presentato il Medioevo albanese come un’epoca di resistenza e di affermazione dell’identità nazionale, esaltando figure eroiche e momenti di conflitto con potenze straniere. Tuttavia, questa lettura non si è esaurita con la fine del regime comunista: anche nelle narrazioni contemporanee, il Medioevo continua a essere reinterpretato in chiave politica e identitaria, contribuendo a delineare un’immagine di popolo storicamente unito e culturalmente omogeneo. Un tema chiave affrontato è il modo in cui la storiografia albanese ha costruito l'"altro", in particolare l'"altro" ottomano, "asiatico", "orientale", raffigurato quasi sempre in chiave negativa. Questa polarizzazione ha influenzato la percezione del passato e ha contribuito alla formazione di una memoria storica selettiva. Nel complesso, "Shpikja e Mesjetës" rappresenta una riflessione critica sulla costruzione della storia e sul suo utilizzo nelle narrazioni identitarie. Essa dimostra come la storia non sia mai neutra e come ogni epoca abbia reinterpretato il Medioevo in base alle proprie esigenze. Attraverso questa analisi, il libro offre strumenti critici per comprendere il legame tra storia, memoria e identità, contribuendo a un dibattito più ampio sulla manipolazione del passato nel presente.
2016
Pika pa Sipërfaqe
1
534
9789928185303
storiografia, medievistica, identità, memoria collettiva, collettiva, nazionalismo, marxismo
Doan Dani
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