Il volume intende seguire lo sviluppo degli studi dedicati al tema della topografia dell’aldilà dantesco dal XIV al XX secolo. Dopo una fase iniziale, in cui l’argomento non interessò gli antichi esegeti nella Commedia, fu Piero Bonaccorsi a interrogarsi per primo sull’assetto degli spazi infernali (e purgatoriali), seguito poi – fra Quattro e Cinquecento – da intellettuali di rilievo, da Antonio Manetti a Galileo Galilei. Nei due secoli successivi il dibattito subì una significativa contrazione, ma non si interruppe del tutto, come dimostrano – finora inediti – i contributi minori di Alfonso Gioia e Benedetto Buonmattei. Col secondo Ottocento il tema divenne oggetto d’indagine solo entro più ristretti circuiti di amatori. In questa nuova primavera del dibattito, l’apertura della discussione a specialisti di altri settori (geografi, economisti, orientalisti) e il trattamento del tema in una prospettiva non strettamente filologica hanno determinato il moltiplicarsi di ricostruzioni opinabili, con le quali la diatriba topografica si è presto inevitabilmente estinta.
«Che credono col suo intelletto potere misurare». Per una cronistoria degli studi di topografia dantesca
Calogero Giorgio Priolo
2023-01-01
Abstract
Il volume intende seguire lo sviluppo degli studi dedicati al tema della topografia dell’aldilà dantesco dal XIV al XX secolo. Dopo una fase iniziale, in cui l’argomento non interessò gli antichi esegeti nella Commedia, fu Piero Bonaccorsi a interrogarsi per primo sull’assetto degli spazi infernali (e purgatoriali), seguito poi – fra Quattro e Cinquecento – da intellettuali di rilievo, da Antonio Manetti a Galileo Galilei. Nei due secoli successivi il dibattito subì una significativa contrazione, ma non si interruppe del tutto, come dimostrano – finora inediti – i contributi minori di Alfonso Gioia e Benedetto Buonmattei. Col secondo Ottocento il tema divenne oggetto d’indagine solo entro più ristretti circuiti di amatori. In questa nuova primavera del dibattito, l’apertura della discussione a specialisti di altri settori (geografi, economisti, orientalisti) e il trattamento del tema in una prospettiva non strettamente filologica hanno determinato il moltiplicarsi di ricostruzioni opinabili, con le quali la diatriba topografica si è presto inevitabilmente estinta.| File | Dimensione | Formato | |
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