La singolare vicenda produttiva de La decima vittima (Petri, 1965) è un caso di studio esemplare per analizzare il ruolo assunto dal cinema italiano del dopoguerra nell’esportazione americana del made in Italy. Il film, che insieme assomma, attesta e ispira diverse espressioni dell’Italian style, è inquadrabile infatti come un singolare “snodo” degli scambi transatlantici che spicca più di altri tra il folto corpus di produzioni filmiche del dopoguerra. La decima vittima infatti (i) combina in chiave artistica e produttiva le specificità di quattro diverse espressioni del made in Italy - moda, design, architettura e cinema; (ii) è tra i film italiani più longevi nell’immaginario americano di genere, tanto da ispirare nuovi immaginari e filmografie; e (iii) attinge a un immaginario tradizionalmente di pertinenza angloamericana (la fantascienza) per proporre una visione distopica e meta-critica degli stessi scambi transatlantici. L’analisi proposta è tesa a mappare i diversi esiti del modernismo italiano presenti nell’opera di Petri, ricostruendo la vicenda produttiva e distributiva del film nel contesto statunitense. La mia ipotesi è che la peculiare specificità de La decima vittima abbia reso il film un longevo e importante artefatto culturale in grado di agire nella cultura cinematografica americana del dopoguerra e dei decenni a seguire, attestandosi come uno degli snodi più significativi nella mappa degli scambi transatlantici.
Le traiettorie transatlantiche del Made in Italy ne La decima vittima di Elio Petri
G Gatti
First
2023-01-01
Abstract
La singolare vicenda produttiva de La decima vittima (Petri, 1965) è un caso di studio esemplare per analizzare il ruolo assunto dal cinema italiano del dopoguerra nell’esportazione americana del made in Italy. Il film, che insieme assomma, attesta e ispira diverse espressioni dell’Italian style, è inquadrabile infatti come un singolare “snodo” degli scambi transatlantici che spicca più di altri tra il folto corpus di produzioni filmiche del dopoguerra. La decima vittima infatti (i) combina in chiave artistica e produttiva le specificità di quattro diverse espressioni del made in Italy - moda, design, architettura e cinema; (ii) è tra i film italiani più longevi nell’immaginario americano di genere, tanto da ispirare nuovi immaginari e filmografie; e (iii) attinge a un immaginario tradizionalmente di pertinenza angloamericana (la fantascienza) per proporre una visione distopica e meta-critica degli stessi scambi transatlantici. L’analisi proposta è tesa a mappare i diversi esiti del modernismo italiano presenti nell’opera di Petri, ricostruendo la vicenda produttiva e distributiva del film nel contesto statunitense. La mia ipotesi è che la peculiare specificità de La decima vittima abbia reso il film un longevo e importante artefatto culturale in grado di agire nella cultura cinematografica americana del dopoguerra e dei decenni a seguire, attestandosi come uno degli snodi più significativi nella mappa degli scambi transatlantici.| File | Dimensione | Formato | |
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