The essay addresses the persistence, in the early modern era, of the memory of a university experience that had matured or been planned in previous centuries. The Italian universities considered are those that, operating first as a matter of custom and later, not always, obtaining the privileges of a 'Studium generale,' were still unable to stabilize their functioning. A second type treated is represented by universities that, despite having the privileges, did not develop a true university activity or forms of student associations. A common element in all the cases analyzed is the presence of a solid cultural background and a tradition of higher-level schools that were crucial in stimulating initiative in the educational field that went beyond the local sphere. The persistence of university traditions was stronger in cities where, even if intermittently, a 'Studium' operated in communal contexts without a foundation privilege. The granting of imperial and papal privilege on specific political convergences predominately matured in lordly contexts. In these cases, the 'privilegium' left a faint mark in the city's memory or generated a non-uniform or very late tradition. The memory of a 'Studium generale' privilege and intermittent university activity seems to be more deeply rooted where this project was entirely realized in communal contexts. In some cases, the memory of the 'privilegium' was kept alive within professional colleges, circulating in the fourteenth and fifteenth centuries in a narrower sphere of social and professional culture. Il saggio affronta la persistenza nella prima età moderna della memoria di un’esperienza universitaria maturata o progettata nei secoli precedenti. Le università italiane considerate sono quelle che operarono ex consuetudine e in seguito, non sempre, ottennero i privilegi di Studio generale, ma senza per questo riuscire a stabilizzare il loro funzionamento. Una seconda tipologia trattata è rappresentata da università che, malgrado il possesso dei privilegi, non svilupparono una vera attività universitaria né forme associative di studenti. Elemento comune a tutti i casi analizzati è la presenza di un solido retroterra culturale e una tradizione di scuole di livello superiore che furono determinanti per stimolare una intraprendenza in ambito scolastico che andasse oltre il respiro locale. La persistenza delle tradizioni universitarie fu più forte nelle città dove, anche se in modo intermittente, operò uno Studio in contesti comunali e senza un privilegio di fondazione. La concessione del privilegio imperiale e pontificio in occasione di precise convergenze politiche maturò in modo predominante in contesti signorili, in questi casi il privilegium lasciò una traccia labile nella memoria cittadina o generò una tradizione non omogenea oppure molto tarda. La memoria di un privilegio di Studio generale e di un’intermittente attività universitaria sembra invece radicarsi maggiormente laddove questo progetto si realizzò interamente in contesti comunali. In alcuni casi la memoria del privilegium fu tenuta in vita all’interno dei collegi professionali, circolando nel Quattro e nel Cinquecento in un più ristretto ambito di cultura di ceto e di professione.
Gli Studia intermittenti o effimeri nell’Italia tardomedievale
Paolo Rosso
2023-01-01
Abstract
The essay addresses the persistence, in the early modern era, of the memory of a university experience that had matured or been planned in previous centuries. The Italian universities considered are those that, operating first as a matter of custom and later, not always, obtaining the privileges of a 'Studium generale,' were still unable to stabilize their functioning. A second type treated is represented by universities that, despite having the privileges, did not develop a true university activity or forms of student associations. A common element in all the cases analyzed is the presence of a solid cultural background and a tradition of higher-level schools that were crucial in stimulating initiative in the educational field that went beyond the local sphere. The persistence of university traditions was stronger in cities where, even if intermittently, a 'Studium' operated in communal contexts without a foundation privilege. The granting of imperial and papal privilege on specific political convergences predominately matured in lordly contexts. In these cases, the 'privilegium' left a faint mark in the city's memory or generated a non-uniform or very late tradition. The memory of a 'Studium generale' privilege and intermittent university activity seems to be more deeply rooted where this project was entirely realized in communal contexts. In some cases, the memory of the 'privilegium' was kept alive within professional colleges, circulating in the fourteenth and fifteenth centuries in a narrower sphere of social and professional culture. Il saggio affronta la persistenza nella prima età moderna della memoria di un’esperienza universitaria maturata o progettata nei secoli precedenti. Le università italiane considerate sono quelle che operarono ex consuetudine e in seguito, non sempre, ottennero i privilegi di Studio generale, ma senza per questo riuscire a stabilizzare il loro funzionamento. Una seconda tipologia trattata è rappresentata da università che, malgrado il possesso dei privilegi, non svilupparono una vera attività universitaria né forme associative di studenti. Elemento comune a tutti i casi analizzati è la presenza di un solido retroterra culturale e una tradizione di scuole di livello superiore che furono determinanti per stimolare una intraprendenza in ambito scolastico che andasse oltre il respiro locale. La persistenza delle tradizioni universitarie fu più forte nelle città dove, anche se in modo intermittente, operò uno Studio in contesti comunali e senza un privilegio di fondazione. La concessione del privilegio imperiale e pontificio in occasione di precise convergenze politiche maturò in modo predominante in contesti signorili, in questi casi il privilegium lasciò una traccia labile nella memoria cittadina o generò una tradizione non omogenea oppure molto tarda. La memoria di un privilegio di Studio generale e di un’intermittente attività universitaria sembra invece radicarsi maggiormente laddove questo progetto si realizzò interamente in contesti comunali. In alcuni casi la memoria del privilegium fu tenuta in vita all’interno dei collegi professionali, circolando nel Quattro e nel Cinquecento in un più ristretto ambito di cultura di ceto e di professione.| File | Dimensione | Formato | |
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