Nel discorso pubblico l’espressione “impero americano” evoca spesso un’entità post-territoriale e senza tempo, la cui configurazione spaziale e traiettoria temporale sembra voler sfuggire alle leggi della storia e alle costrizioni della geografia. Un impero senza limiti, globale e permanente, era del resto ciò aveva in mente Henry Luce, magnate dell’editoria e profeta del “secolo americano”. Ma quei limiti esistono, e vanno riportati alla luce per comprendere le ragioni dell’ascesa di quell’impero e della sua crisi attuale. Riannodando i fili delle politiche statunitensi nelle Americhe nella prima metà del novecento il volume riscrive un capitolo fondamentale della storia dell’impero americano. Tra la guerra ispano-americana del 1898 e la fine della guerra fredda interventi militari e istituzioni multilaterali, investimenti e infrastrutture, scambi commerciali e culturali proiettarono l’ombra di Washington sull’emisfero occidentale come mai era successo prima. Questa spinta egemonica fu spesso contestata dai sui critici, a volte sollecitata dalle stesse élite latinoamericane, e sempre condizionata da fattori locali. Ma la sua natura imperiale è innegabile alla luce dei rapporti di forza che rifletteva e rafforzava, della molteplicità degli strumenti – coercitivi e non – di cui si avvaleva, dell’ampiezza del suo perimetro, e infine della flessibilità e porosità del perimetro che disegnava. L’impero emisferico è innovativo all’interno dell’ampia letteratura internazionale sulla storia dei rapporti tra gli Stati Uniti e il mondo in quanto da un lato situa quella storia nella più ampia traiettoria della storia globale degli imperi e, dall’altro, individua alcuni tratti decisivi dell’impero americano nel Novecento.

Tropici americani. L'impero degli Stati Uniti in America latina nel novecento

Marco Mariano
2024-01-01

Abstract

Nel discorso pubblico l’espressione “impero americano” evoca spesso un’entità post-territoriale e senza tempo, la cui configurazione spaziale e traiettoria temporale sembra voler sfuggire alle leggi della storia e alle costrizioni della geografia. Un impero senza limiti, globale e permanente, era del resto ciò aveva in mente Henry Luce, magnate dell’editoria e profeta del “secolo americano”. Ma quei limiti esistono, e vanno riportati alla luce per comprendere le ragioni dell’ascesa di quell’impero e della sua crisi attuale. Riannodando i fili delle politiche statunitensi nelle Americhe nella prima metà del novecento il volume riscrive un capitolo fondamentale della storia dell’impero americano. Tra la guerra ispano-americana del 1898 e la fine della guerra fredda interventi militari e istituzioni multilaterali, investimenti e infrastrutture, scambi commerciali e culturali proiettarono l’ombra di Washington sull’emisfero occidentale come mai era successo prima. Questa spinta egemonica fu spesso contestata dai sui critici, a volte sollecitata dalle stesse élite latinoamericane, e sempre condizionata da fattori locali. Ma la sua natura imperiale è innegabile alla luce dei rapporti di forza che rifletteva e rafforzava, della molteplicità degli strumenti – coercitivi e non – di cui si avvaleva, dell’ampiezza del suo perimetro, e infine della flessibilità e porosità del perimetro che disegnava. L’impero emisferico è innovativo all’interno dell’ampia letteratura internazionale sulla storia dei rapporti tra gli Stati Uniti e il mondo in quanto da un lato situa quella storia nella più ampia traiettoria della storia globale degli imperi e, dall’altro, individua alcuni tratti decisivi dell’impero americano nel Novecento.
2024
Giulio Einaudi
La Biblioteca
1
281
978-88-06-25961-7
Stati Uniti, impero, America latina, guerra fredda
Marco Mariano
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