Circa venticinque anni fa Bruno Bara coniava il termine Neuropragmatica, un neologismo utile a richiamare l’attenzione su un’area di studi allora non ancora consolidata e finalizzata a indagare le correlazioni tra i processi mentali coinvolti nella comunicazione, in particolare nell’attribuzione di intenzioni comunicative, e le aree cerebrali associate a tali processi. Il presente lavoro intende delineare le ricerche condotte con Bruno in questo ambito, discutendo in particolare il modello dell’Intention Processing Network proposto dal nostro gruppo di ricerca, secondo il quale un insieme di aree cerebrali è coinvolto in modo specifico e differenziato nella comprensione di diversi tipi di intenzione, comprese le intenzioni comunicative. Verranno inoltre analizzate prove indipendenti e convergenti con il modello proposto provenienti da diversi paradigmi sperimentali, tra cui gli studi di neuroimaging (in particolare gli studi sull’elaborazione narrativa, sull’elaborazione pragmatica e sulle interazioni unidirezionali), lesionali, neurodegenerativi e di stimolazione cerebrale. Le ricadute di tali risultati verranno in ultimo discusse alla luce di un approccio pragmatico alla comprensione delle azioni e in relazione al ruolo chiave delle abilità di Teoria della Mente nell’elaborazione di intenzioni comunicative.
Neuropragmatica: i correlati neurocognitivi della comprensione di intenzioni comunicative
Enrici, IvanFirst
;Adenzato, MauroLast
2025-01-01
Abstract
Circa venticinque anni fa Bruno Bara coniava il termine Neuropragmatica, un neologismo utile a richiamare l’attenzione su un’area di studi allora non ancora consolidata e finalizzata a indagare le correlazioni tra i processi mentali coinvolti nella comunicazione, in particolare nell’attribuzione di intenzioni comunicative, e le aree cerebrali associate a tali processi. Il presente lavoro intende delineare le ricerche condotte con Bruno in questo ambito, discutendo in particolare il modello dell’Intention Processing Network proposto dal nostro gruppo di ricerca, secondo il quale un insieme di aree cerebrali è coinvolto in modo specifico e differenziato nella comprensione di diversi tipi di intenzione, comprese le intenzioni comunicative. Verranno inoltre analizzate prove indipendenti e convergenti con il modello proposto provenienti da diversi paradigmi sperimentali, tra cui gli studi di neuroimaging (in particolare gli studi sull’elaborazione narrativa, sull’elaborazione pragmatica e sulle interazioni unidirezionali), lesionali, neurodegenerativi e di stimolazione cerebrale. Le ricadute di tali risultati verranno in ultimo discusse alla luce di un approccio pragmatico alla comprensione delle azioni e in relazione al ruolo chiave delle abilità di Teoria della Mente nell’elaborazione di intenzioni comunicative.| File | Dimensione | Formato | |
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