Se la storia del radicamento dell’Islam nel Subcontinente indiano non è fatta esclusivamente di guerre, massacri e conversioni forzate, è necessario allora ampliare il punto di vista in due direzioni complementari. Occorre, innanzitutto, indagare la discrepanza tra le rappresentazioni date dalle cronache delle campagne militari e delle conquiste dei generali turco-afghani e la realtà descritta da altri tipi di fonti; in secondo luogo, è utile guardare agli altri canali attraverso cui pratiche religiose e percorsi spirituali diversi si sono incontrati e relazionati. Questo significa non solo che, com’è ovvio, regnanti ed élite dedicavano energie e sforzi alla rappresentazione di sé e del proprio potere all’interno della società, ma che per costruire la propria immagine di sovrani facevano un uso esteso e in qualche modo «laico» della simbologia legata al potere, religiosa o meno. È cosí che troviamo un altro generale turco-persiano, Muhammad di Ghor (o Muhammad Ghuri, m. 1206), che dalla sua base in Afghanistan organizzò numerose incursioni in territorio indiano, soverchiando la dinastia ghaznavide e stabilendo il proprio controllo su alcune zone nel Nord del Subcontinente.

L’Islam in Asia meridionale: una società multireligiosa e la sua disgregazione

bobbio, Tommaso
2024-01-01

Abstract

Se la storia del radicamento dell’Islam nel Subcontinente indiano non è fatta esclusivamente di guerre, massacri e conversioni forzate, è necessario allora ampliare il punto di vista in due direzioni complementari. Occorre, innanzitutto, indagare la discrepanza tra le rappresentazioni date dalle cronache delle campagne militari e delle conquiste dei generali turco-afghani e la realtà descritta da altri tipi di fonti; in secondo luogo, è utile guardare agli altri canali attraverso cui pratiche religiose e percorsi spirituali diversi si sono incontrati e relazionati. Questo significa non solo che, com’è ovvio, regnanti ed élite dedicavano energie e sforzi alla rappresentazione di sé e del proprio potere all’interno della società, ma che per costruire la propria immagine di sovrani facevano un uso esteso e in qualche modo «laico» della simbologia legata al potere, religiosa o meno. È cosí che troviamo un altro generale turco-persiano, Muhammad di Ghor (o Muhammad Ghuri, m. 1206), che dalla sua base in Afghanistan organizzò numerose incursioni in territorio indiano, soverchiando la dinastia ghaznavide e stabilendo il proprio controllo su alcune zone nel Nord del Subcontinente.
2024
Mondi islamici
Giulio Einaudi Editore
335
371
978-88-06-25937-2
Islam, Asia meridionale,
bobbio, Tommaso
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