Come molti di coloro che leggono conosceranno e ricorderanno bene, l’assolato manifestazione fisica di un isolamento sociale e culturale di certo complice del 14 luglio del 2017 ci ha permesso di salutare l’introduzione del reato di tortura nel nostro codice penale, una norma necessaria seppur perfettibile, che ha risposto agli impegni presi dal nostro paese “solo” 29 anni prima1). Una norma necessaria a consegnare la giusta qualificazione giuridica a fatti atroci cui pure non era possibile dare un nome2) e a chi, come Antigone, ha finito il fiato in gola per ottenerla. Come un forte tuono che smuove la neve sulla china di una montagna, la legge 110 ha generato una slavina di indagini e processi: la montagna, nuda, ha mostrato tutti i suoi difetti, le sue strutturali distorsioni, e in vari tribunali d’Italia si svolgono processi sotto questa nuova lente per capirne le origini, le vittime, i responsabili. Nella slavina che porta nomi di istituti di pena ormai agli onori della cronaca come Santa Maria Capua Vetere, Monza, San Giminiano, c’è anche il grande istituto metropolitano di Torino. Dalle maglie di un istituto grande e complesso3) come il Lorusso e Cotugno è originata un’indagine, e poi un processo, di altrettante grandezza e complessità.
Torino: la tortura istituzionale
Benedetta Perego
2023-01-01
Abstract
Come molti di coloro che leggono conosceranno e ricorderanno bene, l’assolato manifestazione fisica di un isolamento sociale e culturale di certo complice del 14 luglio del 2017 ci ha permesso di salutare l’introduzione del reato di tortura nel nostro codice penale, una norma necessaria seppur perfettibile, che ha risposto agli impegni presi dal nostro paese “solo” 29 anni prima1). Una norma necessaria a consegnare la giusta qualificazione giuridica a fatti atroci cui pure non era possibile dare un nome2) e a chi, come Antigone, ha finito il fiato in gola per ottenerla. Come un forte tuono che smuove la neve sulla china di una montagna, la legge 110 ha generato una slavina di indagini e processi: la montagna, nuda, ha mostrato tutti i suoi difetti, le sue strutturali distorsioni, e in vari tribunali d’Italia si svolgono processi sotto questa nuova lente per capirne le origini, le vittime, i responsabili. Nella slavina che porta nomi di istituti di pena ormai agli onori della cronaca come Santa Maria Capua Vetere, Monza, San Giminiano, c’è anche il grande istituto metropolitano di Torino. Dalle maglie di un istituto grande e complesso3) come il Lorusso e Cotugno è originata un’indagine, e poi un processo, di altrettante grandezza e complessità.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



