Il lavoro si propone di illustrare la particolare origine dell’istituto del rinvio pregiudiziale nei Trattati istitutivi (allora) della Cee e la successiva giurisprudenza «costituente» della Corte di giustizia dell’Unione europea che, mediante l’utilizzo di tale strumento, ha instaurato un particolare rapporto di collaborazione (così auto-definito) con i giudici degli Stati membri. L’esame è condotto prevalentemente dall’angolo visuale della giustizia amministrativa, impegnata a dirimere controversie che riguardano la "cosa pubblica", significativamente incisive sull’economia e sui territori. Mediante un'analisi empirica, il contributo intende verificare se il rinvio pregiudiziale d’interpretazione, avviato in funzione didattica verso i giudici nazionali e poi ampiamente diffuso, sia divenuto un «grimaldello» nelle mani della Corte di Giustizia e tale sia rimasto negli anni, per imporre agli Stati membri, mediante i giudici, una politica giudiziaria sovranazionale, ricordando che nel caso dell’Unione europea non si applicano le norme di diritto internazionale (Convenzione di Vienna) sull’interpretazione di Trattati.

Il rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia è strumento di collaborazione o di sottomissione?

FOA' SERGIO
2025-01-01

Abstract

Il lavoro si propone di illustrare la particolare origine dell’istituto del rinvio pregiudiziale nei Trattati istitutivi (allora) della Cee e la successiva giurisprudenza «costituente» della Corte di giustizia dell’Unione europea che, mediante l’utilizzo di tale strumento, ha instaurato un particolare rapporto di collaborazione (così auto-definito) con i giudici degli Stati membri. L’esame è condotto prevalentemente dall’angolo visuale della giustizia amministrativa, impegnata a dirimere controversie che riguardano la "cosa pubblica", significativamente incisive sull’economia e sui territori. Mediante un'analisi empirica, il contributo intende verificare se il rinvio pregiudiziale d’interpretazione, avviato in funzione didattica verso i giudici nazionali e poi ampiamente diffuso, sia divenuto un «grimaldello» nelle mani della Corte di Giustizia e tale sia rimasto negli anni, per imporre agli Stati membri, mediante i giudici, una politica giudiziaria sovranazionale, ricordando che nel caso dell’Unione europea non si applicano le norme di diritto internazionale (Convenzione di Vienna) sull’interpretazione di Trattati.
2025
SERVE MENO EUROPA? DOMANDE RADICALI SULL’UNIONE EUROPEA
Rogas Edizioni
INCIAMPI
141
169
9791281543249
Unione europea, Corte di giustizia, giustizia amministrativa, rinvio pregiudiziale
FOA' SERGIO
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