L’autodeterminazione è comunemente celebrata come un pilastro dello sviluppo personale e dell’inclusione sociale. Tuttavia, nel contesto della disabilità, il diritto a esercitarla è spesso condizionato all’acquisizione di competenze funzionali, come se la possibilità di autodeterminarsi dipendesse esclusivamente dall’abilità di compiere azioni in autonomia. Questo contributo interroga criticamente tale impostazione, evidenziando come l’autodeterminazione non sia una mera questione di competenze, ma un’esperienza che prende forma all’interno di ambienti in cui le persone possano esercitare scelte autentiche e significative. Alla luce di una lettura transdisciplinare (de Freitas, Morin e Nicolescu, 1994), l’articolo decostruisce il modello individualista che confonde autonomia e indipendenza, proponendo un approccio basato sull’interdipendenza e sul riconoscimento dell’agentività – la percezione soggettiva di poter influenzare attivamente il proprio contesto di vita. Viene inoltre analizzato il legame tra autodeterminazione e qualità della vita, evidenziando come la possibilità di prendere decisioni significative sia una componente essenziale del benessere individuale. Infine, viene presentato uno strumento di autovalutazione, utile a interrogare il modo in cui le pratiche educative possono favorire o, al contrario, ostacolare l’esercizio dell’agentività.
Autonomie e autodeterminazione: Quando la pratica educativa diseduca l’agentività
Alice Sodi;Alessandro Monchietto
2025-01-01
Abstract
L’autodeterminazione è comunemente celebrata come un pilastro dello sviluppo personale e dell’inclusione sociale. Tuttavia, nel contesto della disabilità, il diritto a esercitarla è spesso condizionato all’acquisizione di competenze funzionali, come se la possibilità di autodeterminarsi dipendesse esclusivamente dall’abilità di compiere azioni in autonomia. Questo contributo interroga criticamente tale impostazione, evidenziando come l’autodeterminazione non sia una mera questione di competenze, ma un’esperienza che prende forma all’interno di ambienti in cui le persone possano esercitare scelte autentiche e significative. Alla luce di una lettura transdisciplinare (de Freitas, Morin e Nicolescu, 1994), l’articolo decostruisce il modello individualista che confonde autonomia e indipendenza, proponendo un approccio basato sull’interdipendenza e sul riconoscimento dell’agentività – la percezione soggettiva di poter influenzare attivamente il proprio contesto di vita. Viene inoltre analizzato il legame tra autodeterminazione e qualità della vita, evidenziando come la possibilità di prendere decisioni significative sia una componente essenziale del benessere individuale. Infine, viene presentato uno strumento di autovalutazione, utile a interrogare il modo in cui le pratiche educative possono favorire o, al contrario, ostacolare l’esercizio dell’agentività.| File | Dimensione | Formato | |
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