Il contributo analizza il ruolo della geografia storica nello studio dei paesaggi montani dell’Italia nord-occidentale in epoca post-medievale, con particolare attenzione alle colture temporanee nelle valli del Trebbia e dell’Aveto (Liguria). L’indagine si basa su un approccio interdisciplinare che integra osservazioni di campo, fonti testuali, archeologiche e paleobotaniche, privilegiando una scala micro analitica e una cronologia fine. Le colture temporanee, spesso trascurate dalla documentazione ufficiale e invisibili nelle fonti agronomiche, emergono attraverso anomalie ambientali, microtoponimi e segnali vegetazionali. Queste pratiche, sebbene ambigue e marginali, hanno avuto un impatto concreto sulla gestione delle risorse, sull’accesso ai diritti d’uso e sulle forme dell’insediamento rurale. La ricerca mette in discussione modelli interpretativi rigidamente geometrici, proponendo una lettura sociale e giuridica delle configurazioni ambientali locali. Infine, sottolinea l’assenza di questi paesaggi nei moderni inventari del paesaggio rurale storico, nonostante la loro importanza per la biodiversità e la storia ecologica dei luoghi.

Cultures temporaires entre longue durée et chronologie fine: traces des pratiques dans les sols, la végétation et les textes (Montagne ligure, nord-ouest de l’Italie)

Giulia Beltrametti;
2014-01-01

Abstract

Il contributo analizza il ruolo della geografia storica nello studio dei paesaggi montani dell’Italia nord-occidentale in epoca post-medievale, con particolare attenzione alle colture temporanee nelle valli del Trebbia e dell’Aveto (Liguria). L’indagine si basa su un approccio interdisciplinare che integra osservazioni di campo, fonti testuali, archeologiche e paleobotaniche, privilegiando una scala micro analitica e una cronologia fine. Le colture temporanee, spesso trascurate dalla documentazione ufficiale e invisibili nelle fonti agronomiche, emergono attraverso anomalie ambientali, microtoponimi e segnali vegetazionali. Queste pratiche, sebbene ambigue e marginali, hanno avuto un impatto concreto sulla gestione delle risorse, sull’accesso ai diritti d’uso e sulle forme dell’insediamento rurale. La ricerca mette in discussione modelli interpretativi rigidamente geometrici, proponendo una lettura sociale e giuridica delle configurazioni ambientali locali. Infine, sottolinea l’assenza di questi paesaggi nei moderni inventari del paesaggio rurale storico, nonostante la loro importanza per la biodiversità e la storia ecologica dei luoghi.
2014
Cultures temporaires et féodalité. Les rotations culturales et l’appropriation du sol dans l’Europe médiévale et moderne
Presses Universitaires du Mirail
235
258
978-2-8107-0340-1
Giulia Beltrametti; Roberta Cevasco; Diego Moreno; Anna Maria Stagno
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