Il saggio analizza il caso dell’Alpe di Cravairola, pascolo alpino transfrontaliero conteso tra Italia e Svizzera, per riflettere sulla gestione storica delle risorse comuni e sul ruolo del conflitto giurisdizionale nella produzione di diritti d’uso collettivi. La ricerca nasce dall’analisi di una ricca documentazione conservata presso l’Archivio di Stato di Torino e affronta temi chiave come confini, usi, statuti locali e trasformazioni ambientali, utilizzando un approccio interdisciplinare che integra fonti testuali, cartografiche e materiali. La prospettiva adottata privilegia una scala topografica locale, capace di restituire la complessità delle pratiche e dei saperi che hanno modellato il paesaggio e definito forme di sovranità condivisa. Emblematico è l’arbitrato internazionale del 1874, affidato al diplomatico statunitense George Perkins Marsh, che riconobbe la titolarità dell’Alpe ai comuni italiani, in virtù dei diritti storicamente costruiti attraverso l’uso, opponendosi alla logica geografica dello spartiacque. Il testo propone così una riflessione critica sui modelli dominanti nella gestione dei commons e valorizza la dimensione storica, contestuale e conflittuale della costruzione dei diritti e dell’organizzazione territoriale.
Confini con gli Svizzeri. Lo spartiacque come strumento ambientale di interpretazione giuridica: la sentenza arbitrale di George Perkins March sull’Alpe Cravairola (1874) e la «giurisdizione di versante»
Giulia Beltrametti
2016-01-01
Abstract
Il saggio analizza il caso dell’Alpe di Cravairola, pascolo alpino transfrontaliero conteso tra Italia e Svizzera, per riflettere sulla gestione storica delle risorse comuni e sul ruolo del conflitto giurisdizionale nella produzione di diritti d’uso collettivi. La ricerca nasce dall’analisi di una ricca documentazione conservata presso l’Archivio di Stato di Torino e affronta temi chiave come confini, usi, statuti locali e trasformazioni ambientali, utilizzando un approccio interdisciplinare che integra fonti testuali, cartografiche e materiali. La prospettiva adottata privilegia una scala topografica locale, capace di restituire la complessità delle pratiche e dei saperi che hanno modellato il paesaggio e definito forme di sovranità condivisa. Emblematico è l’arbitrato internazionale del 1874, affidato al diplomatico statunitense George Perkins Marsh, che riconobbe la titolarità dell’Alpe ai comuni italiani, in virtù dei diritti storicamente costruiti attraverso l’uso, opponendosi alla logica geografica dello spartiacque. Il testo propone così una riflessione critica sui modelli dominanti nella gestione dei commons e valorizza la dimensione storica, contestuale e conflittuale della costruzione dei diritti e dell’organizzazione territoriale.| File | Dimensione | Formato | |
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