Che cosa rimane oggi della rivoluzione psichiatrica iniziata in Italia alla fine degli anni Sessanta, culminata nel 1978 con l’approvazione della legge 180 e con l’istituzione del Servizio sanitario nazionale e proseguita per anni, fino alla definitiva chiusura di tutti gli ospedali psichiatrici alle soglie del nuovo millennio? Ma, al di là degli aspetti normativi e di settore, qual è la memoria di questa straordinaria, e per certi versi unica, trasformazione culturale che investì l’intera società e che fu possibile proprio perché il largo movimento anti istituzionale lavorò per abbattere non solo i muri di mattoni che circondavano i manicomi, rinchiudendovi a vita migliaia di persone private di ogni diritto, anzitutto di quello alla cura, se necessaria, ma anche e soprattutto le barriere dello stigma, dell’emarginazione e della separazione tra presunta “follia” ed esibita “normalità”? La risposta a tali domande è oggetto di una ricerca portata avanti da alcuni anni dal Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino che riguarda proprio le memorie della de istituzionalizzazione, con una particolare attenzione al caso torinese, contesto a lungo dimenticato, ma che permette di analizzare la complessità e la contraddittorietà di tale processo in una grande città industriale che contava quattro manicomi tra i più grandi d’Italia.

Storia e memoria della de istituzionalizzazione

Daniela Adorni
;
Davide Tabor
2023-01-01

Abstract

Che cosa rimane oggi della rivoluzione psichiatrica iniziata in Italia alla fine degli anni Sessanta, culminata nel 1978 con l’approvazione della legge 180 e con l’istituzione del Servizio sanitario nazionale e proseguita per anni, fino alla definitiva chiusura di tutti gli ospedali psichiatrici alle soglie del nuovo millennio? Ma, al di là degli aspetti normativi e di settore, qual è la memoria di questa straordinaria, e per certi versi unica, trasformazione culturale che investì l’intera società e che fu possibile proprio perché il largo movimento anti istituzionale lavorò per abbattere non solo i muri di mattoni che circondavano i manicomi, rinchiudendovi a vita migliaia di persone private di ogni diritto, anzitutto di quello alla cura, se necessaria, ma anche e soprattutto le barriere dello stigma, dell’emarginazione e della separazione tra presunta “follia” ed esibita “normalità”? La risposta a tali domande è oggetto di una ricerca portata avanti da alcuni anni dal Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino che riguarda proprio le memorie della de istituzionalizzazione, con una particolare attenzione al caso torinese, contesto a lungo dimenticato, ma che permette di analizzare la complessità e la contraddittorietà di tale processo in una grande città industriale che contava quattro manicomi tra i più grandi d’Italia.
2023
1
4
7
deistituzionalizzazione, ospedali psichiatrici, lavoro sociale, cooperative sociali, memoria
Daniela Adorni; Davide Tabor
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