L’invasione russa dell’Ucraina ha sconvolto la vita sia di coloro che sono rimasti nel paese sia dei milioni di profughi che hanno dovuto abbandonare le proprie case e le proprie sicurezze. Alcuni studi hanno evidenziato, a partire da situazioni simili, i potenziali effetti negativi a lungo termine sulla salute fisica e psicologica dei bambini e dei ragazzi che sono stati esposti per un periodo più o meno lungo alle atrocità della guerra, ma anche di coloro che sono stati sradicati dai loro contesti di vita e vivono con adulti fortemente provati e sofferenti. L’adolescenza, in particolare, è una fase della vita che comporta importanti cambiamenti fisici, intellettivi, relazionali, una fase tumultuosa nel tentativo di consolidare la propria identità. È anche un momento in cui le relazioni con i genitori diventano spesso difficili e quelle con i pari sempre più importanti, anche se con forme e modalità diverse nelle varie epoche. È però anche un periodo di riflessione e apertura verso il futuro, di orientamento, proiezione e progettazione di sé. Quale futuro si può però rappresentare un adolescente ucraino migrato a causa della guerra? E soprattutto, dove si proietta? Quali relazioni riesce a instaurare con i pari, con gli adulti (le mamme)? Quale desiderio di integrazione potrà manifestare nella nuova realtà in cui si trova, avendo dovuto abbandonare tutte le sue amicizie, le relazioni affettive? Queste sono le principali domande che hanno guidato lo studio, i cui esiti verranno illustrati di seguito. Nel presente capitolo, verranno riportati i risultati delle osservazioni sistematiche condotte, nell’ambito di un progetto di ricerca formazione coordinato dall’Università di Torino, dagli operatori nei confronti dei ragazzi ucraini in età preadolescenziale (11-14 anni; n = 162) e adolescenziale (15-17 anni; n = 80) partecipanti ai 22 soggiorni del progetto Per la Pace e i relativi approfondimenti discussi nel corso della supervisione pedagogica. Al termine del contributo verranno descritte due attività creative pensate per rispondere ai bisogni degli adolescenti emersi dalle attività di osservazione: si tratta di due laboratori finalizzati a favorire la verbalizzazione di emozioni e vissuti legati alla condizione di migrazione forzata e a facilitare la costruzione di relazioni attraverso linguaggi familiari a questa fascia di età: la fotografia e la musica rap.

I bisogni e le risorse dei ragazzi ucraini

Emanuela Maria Teresa Torre;Paola Ricchiardi
2025-01-01

Abstract

L’invasione russa dell’Ucraina ha sconvolto la vita sia di coloro che sono rimasti nel paese sia dei milioni di profughi che hanno dovuto abbandonare le proprie case e le proprie sicurezze. Alcuni studi hanno evidenziato, a partire da situazioni simili, i potenziali effetti negativi a lungo termine sulla salute fisica e psicologica dei bambini e dei ragazzi che sono stati esposti per un periodo più o meno lungo alle atrocità della guerra, ma anche di coloro che sono stati sradicati dai loro contesti di vita e vivono con adulti fortemente provati e sofferenti. L’adolescenza, in particolare, è una fase della vita che comporta importanti cambiamenti fisici, intellettivi, relazionali, una fase tumultuosa nel tentativo di consolidare la propria identità. È anche un momento in cui le relazioni con i genitori diventano spesso difficili e quelle con i pari sempre più importanti, anche se con forme e modalità diverse nelle varie epoche. È però anche un periodo di riflessione e apertura verso il futuro, di orientamento, proiezione e progettazione di sé. Quale futuro si può però rappresentare un adolescente ucraino migrato a causa della guerra? E soprattutto, dove si proietta? Quali relazioni riesce a instaurare con i pari, con gli adulti (le mamme)? Quale desiderio di integrazione potrà manifestare nella nuova realtà in cui si trova, avendo dovuto abbandonare tutte le sue amicizie, le relazioni affettive? Queste sono le principali domande che hanno guidato lo studio, i cui esiti verranno illustrati di seguito. Nel presente capitolo, verranno riportati i risultati delle osservazioni sistematiche condotte, nell’ambito di un progetto di ricerca formazione coordinato dall’Università di Torino, dagli operatori nei confronti dei ragazzi ucraini in età preadolescenziale (11-14 anni; n = 162) e adolescenziale (15-17 anni; n = 80) partecipanti ai 22 soggiorni del progetto Per la Pace e i relativi approfondimenti discussi nel corso della supervisione pedagogica. Al termine del contributo verranno descritte due attività creative pensate per rispondere ai bisogni degli adolescenti emersi dalle attività di osservazione: si tratta di due laboratori finalizzati a favorire la verbalizzazione di emozioni e vissuti legati alla condizione di migrazione forzata e a facilitare la costruzione di relazioni attraverso linguaggi familiari a questa fascia di età: la fotografia e la musica rap.
2025
Come vento su un campo: essere genitori e figli in fuga da una guerra europea
Il Mulino
Percorsi
111
143
978-88-15-38830-8
rifugiati, Ucraina, analisi dei bisogni educativi, servizi socio-educativi, supervisione pedagogica, ricerca-formazione, scuola, relazione educativa
Emanuela Maria Teresa Torre; Paola Ricchiardi
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