In Europa occidentale il secondo dopoguerra si apre inaugurando una nuova fase della storia della gioventù. Mentre il piano politico-istituzionale, in particolare in Gran Bretagna e in Italia, vede l’elaborazione di nuovi progetti educativi dedicati espressamente ai giovani e recanti in sé un’idea determinata di cittadino del futuro, la vita quotidiana di bambini e adolescenti si dispiega tra forme culturali tradizionali e elementi innovativi dell’American Way of Life. La rivoluzione tecnologica del ventennio post-bellico ha infatti generato un mutamento radicale degli stili di vita, condizionando anche il modo stesso di intendere la gioventù: il modello culturale e educativo scolastico si trova così a convivere con i nuovi e pervasivi modelli dell’industria culturale. Di questa tensione e delle sue contraddizioni si è fatto testimone attivo il cinema, talvolta intrecciandosi e talvolta scostandosi dalle riflessioni pedagogiche coeve. Così, le rappresentazioni dei giovani e dei loro comportamenti che il cinema ha consegnato alla nostra memoria finiscono per descrivere una storia della gioventù e dell’educazione “immaginaria”, parallela rispetto alla realtà. Non per questo, però, meno influente e meno “pedagogica”.
Bad boys e allievi contesi. Realtà educativa e rappresentazione cinematografica nel ventennio postbellico, in Gran Bretagna e in Italia
Irene Papa
2022-01-01
Abstract
In Europa occidentale il secondo dopoguerra si apre inaugurando una nuova fase della storia della gioventù. Mentre il piano politico-istituzionale, in particolare in Gran Bretagna e in Italia, vede l’elaborazione di nuovi progetti educativi dedicati espressamente ai giovani e recanti in sé un’idea determinata di cittadino del futuro, la vita quotidiana di bambini e adolescenti si dispiega tra forme culturali tradizionali e elementi innovativi dell’American Way of Life. La rivoluzione tecnologica del ventennio post-bellico ha infatti generato un mutamento radicale degli stili di vita, condizionando anche il modo stesso di intendere la gioventù: il modello culturale e educativo scolastico si trova così a convivere con i nuovi e pervasivi modelli dell’industria culturale. Di questa tensione e delle sue contraddizioni si è fatto testimone attivo il cinema, talvolta intrecciandosi e talvolta scostandosi dalle riflessioni pedagogiche coeve. Così, le rappresentazioni dei giovani e dei loro comportamenti che il cinema ha consegnato alla nostra memoria finiscono per descrivere una storia della gioventù e dell’educazione “immaginaria”, parallela rispetto alla realtà. Non per questo, però, meno influente e meno “pedagogica”.| File | Dimensione | Formato | |
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