A vent’anni dalla morte dell’autore e a trenta dalla pubblicazione del "Disperso di Marburg", che fu uno dei suoi capolavori, il contributo si propone di analizzare il racconto della guerra sul fronte russo attraverso le opere dello scrittore e partigiano piemontese Nuto Revelli (Cuneo, 1919-2004) e il ricorso ai materiali d’archivio conservati presso la Fondazione a lui intitolata. Partito volontario nel ’42 con la 2ª Divisione alpina "Tridentina" e inquadrato come ufficiale nel Battaglione "Tirano" del 5º Reggimento alpini, Revelli combatté nella seconda battaglia difensiva del Don e, nel rigido inverno del ’43, visse in prima persona le fasi della ritirata di Russia, partecipando tra le altre alla battaglia di Nikolaevka. Dal libro d’esordio, "Mai tardi, diario di un alpino in Russia" (1946) all’ultimo volume edito, il già citato "Disperso di Marburg", l’autore è tornato più volte, e in varie forme (dal romanzo all’inchiesta) sugli avvenimenti di cui fu protagonista, denunciando le atrocità della guerra e impegnandosi attivamente per trasmettere, attraverso la pagina letteraria, un profondo messaggio etico e civile di impegno per la libertà.
«Ogni notte rivivevo nel sonno la ritirata». Nuto Revelli e le memorie del fronte russo
Chiara Tavella
2025-01-01
Abstract
A vent’anni dalla morte dell’autore e a trenta dalla pubblicazione del "Disperso di Marburg", che fu uno dei suoi capolavori, il contributo si propone di analizzare il racconto della guerra sul fronte russo attraverso le opere dello scrittore e partigiano piemontese Nuto Revelli (Cuneo, 1919-2004) e il ricorso ai materiali d’archivio conservati presso la Fondazione a lui intitolata. Partito volontario nel ’42 con la 2ª Divisione alpina "Tridentina" e inquadrato come ufficiale nel Battaglione "Tirano" del 5º Reggimento alpini, Revelli combatté nella seconda battaglia difensiva del Don e, nel rigido inverno del ’43, visse in prima persona le fasi della ritirata di Russia, partecipando tra le altre alla battaglia di Nikolaevka. Dal libro d’esordio, "Mai tardi, diario di un alpino in Russia" (1946) all’ultimo volume edito, il già citato "Disperso di Marburg", l’autore è tornato più volte, e in varie forme (dal romanzo all’inchiesta) sugli avvenimenti di cui fu protagonista, denunciando le atrocità della guerra e impegnandosi attivamente per trasmettere, attraverso la pagina letteraria, un profondo messaggio etico e civile di impegno per la libertà.| File | Dimensione | Formato | |
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