Contrariamente a quanto ipotizzato nel secolo scorso, la comunità scientifica concorda nell’individuare, non solo nella forma fibrosa, ma nel concorso di numerosi fattori chimico-fisici, il potenziale patogeno delle fibre di amianto. Le caratteristiche principali possono essere raggruppate in tre categorie quali: 1. Morfologia: forma fibrosa, dimensione, rapporto diametro/lunghezza 2. Reattività di superficie: rilascio di radicali liberi, ioni metallici esposti e coordinativamente insaturi 3. Biopersistenza: solubilità nei fluidi biologici, persistenza in un dato compartimento, frammentazione Le attuali conoscenze sui meccanismi di azione che portano alle patologie asbesto correlate - asbestosi, carcinoma polmonare e mesotelioma maligno - indicano che le caratteristiche suddette influenzano le interazioni tra fibre e cellule/tessuti e sono implicate nei vari stadi che portano allo sviluppo della risposta patogena. In questo capitolo illustreremo il ruolo di forma e dimensioni nel regolare la deposizione e l’eliminazione delle fibre dal polmone, il ruolo della biopersistenza nel modulare la patogenicità degli amianti e le reazioni che avvengono all’interfaccia tra fibre, fluido bronco-alveolare e macrofagi nel produrre uno stress ossidativo ed uno stato di persistente infiammazione. Infine, verrà illustrato come fibroblasti e cellule epiteliali e mesoteliali vengano stimolate direttamente dalle fibre o dai prodotti rilasciati dai macrofagi quali specie reattive dell’ossigeno e dell’azoto (ROS, RNS), fattori di crescita, citochine. Perché approfondire ancora le conoscenze sui meccanismi di azione degli amianti, quando il loro uso è bandito ormai da 25 anni in Italia e dal 1999 anche in tutta l’Europa comunitaria? Risponderemo a questa domanda segnalando che da un lato gli amianti sono ancora in uso in numerosi paesi, dall’altro che è bene conoscere i meccanismi allo scopo di mettere a punto terapie sempre più mirate, nuove vie di decontaminazione ed un protocollo per predire la potenziale patogenicità di nuove fibre messe sul mercato.
Morfologia, struttura e composizione chimica contribuiscono a determinare il potenziale patogeno delle fibre
Fubini B.
First
;Tomatis M.;Turci F.Last
2018-01-01
Abstract
Contrariamente a quanto ipotizzato nel secolo scorso, la comunità scientifica concorda nell’individuare, non solo nella forma fibrosa, ma nel concorso di numerosi fattori chimico-fisici, il potenziale patogeno delle fibre di amianto. Le caratteristiche principali possono essere raggruppate in tre categorie quali: 1. Morfologia: forma fibrosa, dimensione, rapporto diametro/lunghezza 2. Reattività di superficie: rilascio di radicali liberi, ioni metallici esposti e coordinativamente insaturi 3. Biopersistenza: solubilità nei fluidi biologici, persistenza in un dato compartimento, frammentazione Le attuali conoscenze sui meccanismi di azione che portano alle patologie asbesto correlate - asbestosi, carcinoma polmonare e mesotelioma maligno - indicano che le caratteristiche suddette influenzano le interazioni tra fibre e cellule/tessuti e sono implicate nei vari stadi che portano allo sviluppo della risposta patogena. In questo capitolo illustreremo il ruolo di forma e dimensioni nel regolare la deposizione e l’eliminazione delle fibre dal polmone, il ruolo della biopersistenza nel modulare la patogenicità degli amianti e le reazioni che avvengono all’interfaccia tra fibre, fluido bronco-alveolare e macrofagi nel produrre uno stress ossidativo ed uno stato di persistente infiammazione. Infine, verrà illustrato come fibroblasti e cellule epiteliali e mesoteliali vengano stimolate direttamente dalle fibre o dai prodotti rilasciati dai macrofagi quali specie reattive dell’ossigeno e dell’azoto (ROS, RNS), fattori di crescita, citochine. Perché approfondire ancora le conoscenze sui meccanismi di azione degli amianti, quando il loro uso è bandito ormai da 25 anni in Italia e dal 1999 anche in tutta l’Europa comunitaria? Risponderemo a questa domanda segnalando che da un lato gli amianti sono ancora in uso in numerosi paesi, dall’altro che è bene conoscere i meccanismi allo scopo di mettere a punto terapie sempre più mirate, nuove vie di decontaminazione ed un protocollo per predire la potenziale patogenicità di nuove fibre messe sul mercato.| File | Dimensione | Formato | |
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