L'articolo trae spunto dall’esperienza didattica in corsi di traduzione letteraria per student* magistrali. Il lavoro traduttivo mette in evidenza lo sviluppo dei generi poetici della tradizione, coltivando in docenti e student* una consapevolezza dell’urgenza di queste forme poetiche attraverso le loro ri-appropriazioni contemporanee. La traduzione, in casi come questo, diventa dunque punto di partenza per riflessioni teoriche sulle linee di sviluppo del canone letterario. Il paper intende concentrarsi sulla forma-sonetto attraverso le opere di Sophie Hannah e Hannah Lowe, due autrici che utilizzano questa cornice per dipingervi un inglese estremamente colloquiale, se non gergale. Hannah plasma il sonetto in chiave satirico-femminista con i suoi ‘anti-love poems’. Lowe utilizza il sonetto per narrare episodi della sua esperienza di insegnante nella Londra multi-culturale di oggi, talvolta con la presenza di una comunità afro-caraibica di cui lei stessa fa parte (benché in modo peculiare). Prendere in esame le opzioni traduttive dei loro versi (come l’importanza del mantenerne la forma poetico-rimica, il registro orale estremamente fluido o gli abbondanti riferimenti culturali) passa inevitabilmente attraverso una conoscenza delle caratteristiche tradizionali del genere, e di come queste caratteristiche possano essere riformulate e rivitalizzate nella contemporaneità.
La traduzione come spazio trasformativo: Revisioni gender e postcoloniali del sonetto in Sophie Hannah e Hannah Lowe
Deandrea, Pietro
2024-01-01
Abstract
L'articolo trae spunto dall’esperienza didattica in corsi di traduzione letteraria per student* magistrali. Il lavoro traduttivo mette in evidenza lo sviluppo dei generi poetici della tradizione, coltivando in docenti e student* una consapevolezza dell’urgenza di queste forme poetiche attraverso le loro ri-appropriazioni contemporanee. La traduzione, in casi come questo, diventa dunque punto di partenza per riflessioni teoriche sulle linee di sviluppo del canone letterario. Il paper intende concentrarsi sulla forma-sonetto attraverso le opere di Sophie Hannah e Hannah Lowe, due autrici che utilizzano questa cornice per dipingervi un inglese estremamente colloquiale, se non gergale. Hannah plasma il sonetto in chiave satirico-femminista con i suoi ‘anti-love poems’. Lowe utilizza il sonetto per narrare episodi della sua esperienza di insegnante nella Londra multi-culturale di oggi, talvolta con la presenza di una comunità afro-caraibica di cui lei stessa fa parte (benché in modo peculiare). Prendere in esame le opzioni traduttive dei loro versi (come l’importanza del mantenerne la forma poetico-rimica, il registro orale estremamente fluido o gli abbondanti riferimenti culturali) passa inevitabilmente attraverso una conoscenza delle caratteristiche tradizionali del genere, e di come queste caratteristiche possano essere riformulate e rivitalizzate nella contemporaneità.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



