Saper leggere gli spazi rappresenta una delle pratiche più importanti per la disciplina geografica. Si tratta davvero di una competenza caratterizzante da intendersi anche come reale opportunità di ricerca. Ce lo ha insegnato Carl Ortwin Sauer, padre fondatore della Scuola di Berkeley, con la sua esperienza sul campo e con la sua attività didattica e scientifica. Gli spazi possono essere più o meno complessi, dotati di un retroterra storico e di radici culturali e spirituali più o meno forti. Essi sono definiti da vari altri elementi di natura ambientale, economica etc. Può allora un testo favorire – e mai definire in modo certo – una comprensione più articolata e profonda di un territorio, stimolando in modo efficace la curiosità del lettore? Nel caso di questo lavoro speriamo di sì. La lettura degli spazi non è certamente una scelta di campo politico, come molti sono propensi a pensare quando il tema trattato è Israele, ma è una abilità che rimanda alla sensibilità e alla percezione soggettiva dei geografi, o comunque dei viaggiatori di ogni tempo, che offrono il loro sguardo al territorio cercando elementi per proporre una narrazione degli stessi che sia convincente e utile al progresso degli studi, ma soprattutto che contribuisca a definire quel senso del luogo inteso come surplus umano al divenire del paesaggio.

Leggere gli spazi. Percezione narrativa di Eretz Israel

Daniela Santus
2025-01-01

Abstract

Saper leggere gli spazi rappresenta una delle pratiche più importanti per la disciplina geografica. Si tratta davvero di una competenza caratterizzante da intendersi anche come reale opportunità di ricerca. Ce lo ha insegnato Carl Ortwin Sauer, padre fondatore della Scuola di Berkeley, con la sua esperienza sul campo e con la sua attività didattica e scientifica. Gli spazi possono essere più o meno complessi, dotati di un retroterra storico e di radici culturali e spirituali più o meno forti. Essi sono definiti da vari altri elementi di natura ambientale, economica etc. Può allora un testo favorire – e mai definire in modo certo – una comprensione più articolata e profonda di un territorio, stimolando in modo efficace la curiosità del lettore? Nel caso di questo lavoro speriamo di sì. La lettura degli spazi non è certamente una scelta di campo politico, come molti sono propensi a pensare quando il tema trattato è Israele, ma è una abilità che rimanda alla sensibilità e alla percezione soggettiva dei geografi, o comunque dei viaggiatori di ogni tempo, che offrono il loro sguardo al territorio cercando elementi per proporre una narrazione degli stessi che sia convincente e utile al progresso degli studi, ma soprattutto che contribuisca a definire quel senso del luogo inteso come surplus umano al divenire del paesaggio.
2025
Nuova Trauben
Geografia, culture e società
14
5
232
979-12-81801-08-0
Geografia, letteratura, percezione, diari di viaggio
Matteo Bona; Daniela Santus
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