Reciproci legami di parentela e/o di amicizia, condivisione di relazioni territoriali, educazione e interessi culturali furono le premesse di molte lettere di raccomandazione che Libanio fece pervenire alla corte in Italia di Costanzo II negli anni 355 e 356. E il dosaggio di tali argomenti in ciascuna di esse fu sempre variamente adeguato al tono e alla tipologia della richiesta, alla sensibilità del destinatario e alla confidenza che aveva con lui. Si trattava di orientali che le contingenze avevano portato a svolgere la loro attività in Occidente, ai quali Libanio chiede di intervenire o per sé stesso o per i propri protégés, ma sempre avendo Antiochia o al massimo la provincia siriana come prospettiva di interesse e di azione.
Tra Antiochia e l'Italia: le relazioni di Libanio con Roma e Milano attraverso alcune lettere degli anni di Costanzo II
Andrea Pellizzari
2025-01-01
Abstract
Reciproci legami di parentela e/o di amicizia, condivisione di relazioni territoriali, educazione e interessi culturali furono le premesse di molte lettere di raccomandazione che Libanio fece pervenire alla corte in Italia di Costanzo II negli anni 355 e 356. E il dosaggio di tali argomenti in ciascuna di esse fu sempre variamente adeguato al tono e alla tipologia della richiesta, alla sensibilità del destinatario e alla confidenza che aveva con lui. Si trattava di orientali che le contingenze avevano portato a svolgere la loro attività in Occidente, ai quali Libanio chiede di intervenire o per sé stesso o per i propri protégés, ma sempre avendo Antiochia o al massimo la provincia siriana come prospettiva di interesse e di azione.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Pellizzari (AARC 2023).pdf
Accesso riservato
Tipo di file:
PDF EDITORIALE
Dimensione
555.92 kB
Formato
Adobe PDF
|
555.92 kB | Adobe PDF | Visualizza/Apri Richiedi una copia |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



