Una musica, un simbolo, un abito: come e quanto questi oggetti della vita quotidiana, accanto a molti altri, trasformano il loro valore simbolico risemantizzandosi per diventare emblemi della “guerra” nella sua manifestazione concreta? Cosa accade quando si proietta, per esempio in una semplice sequenza di note musicali, la nuova rappresentazione collettiva di una spinta alla pugna? Con l'approssimarsi del conflitto (reale o virtuale) diventa necessario definire un’identità forte da contrapporre ad una alterità definita a priori negativa e dunque da combattere attraverso la diffusione e l'uso, necessariamente strumentale, di simboli iconici e parole che diventano slogan modificandosi nel loro significato. Oggetti comuni assumono così una valenza semi-simbolica diventando simulacri d’identità collettive e rompendo la continuità per proporre una discontinuità all’interno della quale, per un tempo indefinito, si costruiscono messaggi che diventano proiezioni o meta-messaggi. Solo a queste condizioni è possibile stravolgere l’ordine della morale e dell’etica, spingendo pacifici cittadini al massacro. In questa risemantizzazione del quotidiano, l’abbigliamento che si fa divisa e uniforme a un tempo, occupa un ruolo centrale nella militarizzazione del contesto e nella costruzione di nuovi modelli sociali ed etici.
Pugno ergo sum. Uniformati e divisi per un’identità collettiva
chiais eleonora
2024-01-01
Abstract
Una musica, un simbolo, un abito: come e quanto questi oggetti della vita quotidiana, accanto a molti altri, trasformano il loro valore simbolico risemantizzandosi per diventare emblemi della “guerra” nella sua manifestazione concreta? Cosa accade quando si proietta, per esempio in una semplice sequenza di note musicali, la nuova rappresentazione collettiva di una spinta alla pugna? Con l'approssimarsi del conflitto (reale o virtuale) diventa necessario definire un’identità forte da contrapporre ad una alterità definita a priori negativa e dunque da combattere attraverso la diffusione e l'uso, necessariamente strumentale, di simboli iconici e parole che diventano slogan modificandosi nel loro significato. Oggetti comuni assumono così una valenza semi-simbolica diventando simulacri d’identità collettive e rompendo la continuità per proporre una discontinuità all’interno della quale, per un tempo indefinito, si costruiscono messaggi che diventano proiezioni o meta-messaggi. Solo a queste condizioni è possibile stravolgere l’ordine della morale e dell’etica, spingendo pacifici cittadini al massacro. In questa risemantizzazione del quotidiano, l’abbigliamento che si fa divisa e uniforme a un tempo, occupa un ruolo centrale nella militarizzazione del contesto e nella costruzione di nuovi modelli sociali ed etici.| File | Dimensione | Formato | |
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