Ben prima di Freud e della nascita della psicoanalisi, la letteratura esprime la necessità di fare della parola uno strumento per ri-creare, ri-configurare anche dal punto di vista visuale il mondo, come si manifesta molto vividamente in poesia. La letteratura parte dal profondo per comprendere il mondo e il sé al suo interno attraverso le forme della rappresentazione funzionali all’interpretazione: imitazione, simulazione, invenzione, l’affabulazione mitica, l’azione teatrale, moltiplicazione di livelli etc. In questo senso, la parola che compone la rappresentazione diviene anche uno strumento terapeutico e di salvezza. Fin da Omero, la letteratura organizza infatti quella che si può definire la civiltà della parola: una parola mutiforme e polisemica, quasi magica, che rappresenta le forme di vita e che, organizzata in narrazione, diventa funzionale sia a comprendere l’esistenza, sia ad affrontarne i limiti (o le situazioni-limite, per dirla con Karl Jaspers) e le difficoltà di comprendere e di rapportarsi con l’altro. Su queste premesse, in questo contributo si portano alcuni esempi di narrazioni letterarie funzionali a mettere in luce il potere terapeutico della parola.

"Have read it for restoratives". Quando il racconto salva la vita: da Shahrazād a Shakespeare

Chiara Lombardi
2025-01-01

Abstract

Ben prima di Freud e della nascita della psicoanalisi, la letteratura esprime la necessità di fare della parola uno strumento per ri-creare, ri-configurare anche dal punto di vista visuale il mondo, come si manifesta molto vividamente in poesia. La letteratura parte dal profondo per comprendere il mondo e il sé al suo interno attraverso le forme della rappresentazione funzionali all’interpretazione: imitazione, simulazione, invenzione, l’affabulazione mitica, l’azione teatrale, moltiplicazione di livelli etc. In questo senso, la parola che compone la rappresentazione diviene anche uno strumento terapeutico e di salvezza. Fin da Omero, la letteratura organizza infatti quella che si può definire la civiltà della parola: una parola mutiforme e polisemica, quasi magica, che rappresenta le forme di vita e che, organizzata in narrazione, diventa funzionale sia a comprendere l’esistenza, sia ad affrontarne i limiti (o le situazioni-limite, per dirla con Karl Jaspers) e le difficoltà di comprendere e di rapportarsi con l’altro. Su queste premesse, in questo contributo si portano alcuni esempi di narrazioni letterarie funzionali a mettere in luce il potere terapeutico della parola.
2025
Lingue che curano
Moretti & Vitali
106
121
9788871869315
https://morettievitali.it/?libri=le-lingue-che-curano
Letteratura; psicoanalisi; potere della parola; Sherazade; Ulisse; Shakespeare.
Chiara Lombardi
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